Polvere umana: la voce del movimento
Tante parole sono state dette sull’Olocausto; e se fossero le scene di movimento a venire in soccorso (certo non a sostituire) le parole? Le tecniche usate per la rappresentazione “Polvere umana”, che stasera (alle 21) andrà in scena nella sala don Bosco per la rassegna teatrale sondriese, sono sostanzialmente le tecniche del movimento.
Quindi un’espressività che scaturisce da un corpo, da un volto, dai movimenti o dalla fissità. Da un respiro.
La parola è importante ma è ridotta e diventa voce fuori campo pronta a puntualizzare le scene. E le scene sono quelle che ricostruiscono - grazie a Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola della compagnia Coltelleria Einstein nata per esprimere con il teatro un impegno civile – il racconto dei romanzi “Se questo è un uomo” e “La tregua” di Primo Levi, testimone e vittima di Auschwitz. Sulle sue parole chiare, concise, asciutte e precise come una formula chimica si muovono gli attori, nella tensione suscitata dalla lucidità di questo ricordo terribile. E se appare un sorriso, un lampo di ironia, è per esorcizzare attraverso la malinconia del clown il timore che nulla sia cambiato. Il linguaggio è quello del movimento accompagnato dalla musica, con poche parole. Teatro di immagine e di silenzio, con improvvisi scatti e con momenti di invenzione poetica su un tema difficile e desolato. «Se dall’interno del Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire ciò che a noi viene inflitto», scriveva Levi. Una riflessione sull’uomo: vittima e carnefice di se stesso. L’attualità, nonostante tutto, di continue e reiterate violenze ai danni dei più deboli. Il desiderio di testimoniare e la necessità di non dimenticare sono le motivazioni che spingono gli artisti a rileggere attraverso il teatro un argomento difficile da affrontare. “Polvere Umana” si segnala per l’impegnativa trasposizione teatrale di “Se questo un uomo” di Primo Levi, che gli attori riescono a restituire in scena, rispettando tutti i punti nodali del libro, e a trasformare, con l’aiuto delle immagini e di una gestualità asciutta, le parole di Levi in una sorta di cerimonia priva di retorica, che rinnova l’orrore e la pena dei campi di sterminio nazisti.
Al termine dello spettacolo si terrà un concerto di musiche klezmer con Tri Musike: A. Illaro (fisarmonica e voce), M. Latronico (chitarra), O. Novara (clarinetto e fiati).
Ingresso 22 euro, ridotto a 3 per i giovani di 25 anni non compiuti. Biglietti in prevendita all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Sondrio.
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