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Commercianti del dettaglio alimentare imprenditori della tradizione e del futuro, orgogliosi
di appartenere a una categoria che rappresenta e continuerà a rappresentare una componente essenziale della nostra economia, nonostante i momenti difficili come quello attuale in cui bisogna stringere i denti a causa della crisi. Un messaggio forte, quello emerso al convegno “Acquisto sotto casa… il mio paese è più vivo!”, tenutosi ieri, lunedì 8 novembre, a Sondrio nella sala Martinelli della Camera di Commercio, per iniziativa dell’Unione Cts e dell’Associazione Dettaglianti Alimentazione provinciale, categoria attiva all’interno dell’Unione stessa. Ospiti dell’evento il presidente Fida (Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione) Dino Abbascià, Pietro Tatarella assistente della segreteria dell’assessorato regionale al Commercio Turismo e Servizi (in sostituzione dell’assessore Stefano Maullu, atteso tra i relatori ma assente per impegni di Giunta) e il presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori. “Il commercio tradizionale in Italia tiene, basti pensare che su tutto il territorio nazionale rappresentiamo circa 60mila negozi”. Secondo il presidente nazionale Fida Dino Abbascià le prospettive per un comparto che conta un numero così elevato di aziende non mancano e questo malgrado la situazione economica non certo rosea. “Il negozio di vicinato – ha sottolineato – illumina le strade delle nostre città e dei nostri paesi, è un mondo non solo di tradizioni del passato, ma di valori ancora vivi nel presente e da trasmettere alle generazioni future. Noi commercianti del tradizionale dettaglio alimentare abbiamo già una dignità, non abbiamo bisogno di acquisirla”. Innovazione e professionalità sono le armi da affilare per mantenersi competitivi, anche sfruttando le opportunità offerte oggi dalla telematica come si sta facendo a Milano con un progetto pilota che vuole lanciare la spesa sottocasa on line. “Il commercio di vicinato – ha sottolineato Abbascià – va difeso non perché abbia bisogno d’aiuto a prescindere, ma perché spesso la grande distribuzione non rispetta le regole”. Da Pietro Tatarella della segreteria dell’assessorato al Commercio sono arrivate rassicurazioni sul fatto che la Regione, nonostante i tagli alle risorse da parte del governo centrale, non farà venire meno il suo impegno a favore dei piccoli negozi, impegno che si concentrerà sul lavoro di squadra tra i vari assessorati per mettere in rete la filiera del commercio del turismo e dei servizi e quella dei prodotti agroalimentari, e su iniziative mirate. A tale riguardo il riferimento è ai Distretti diffusi del commercio, che hanno l’obiettivo di valorizzare i centri commerciali naturali delle città e dei comuni. “Quello dei Distretti – ha detto Tatarella – è un sistema consolidato: continueremo a investire per crearne di nuovi e a consolidare quelli esistenti”. Dalla Regione anche l’impegno per maggiori controlli nei confronti della grande distribuzione con particolare riferimento al rispetto degli orari e delle aperture festive. IL DETTAGLIO ALIMENTARE IN PROVINCIA DI SONDRIO Guardare al futuro e affinare gli strumenti per competere. Come ha ricordato nel suo discorso introduttivo il presidente dell’Associazione Dettaglianti Alimentazione della nostra provincia Bruno Sem, i numeri per continuare a costituire un punto di riferimento per la nostra economia, ci sono: “Più di 800 aziende attive nel settore, oltre il 95% delle quali di piccole dimensioni, quasi 1800 addetti, 2/3 dei quali negli esercizi di vicinato”. È questa la realtà del dettaglio alimentare in provincia, incluse anche le categorie collegate dei macellai, dei panificatori e pasticceri. Una rete di punti vendita ampia e capillare, il cui biglietto da visita è rappresentato dalla cura per il servizio al cliente (rapporto umano, consigli sugli acquisti migliori, in molti casi consegna a domicilio specialmente a persone anziane ecc.), dalla qualità dei prodotti con un occhio di riguardo per le eccellenze del territorio, dalla voglia di evolversi ed essere al passo con i tempi. “I negozi di vicinato di piccola e media dimensione – ha sottolineato con forza Sem – meritano di essere valorizzati per loro ruolo insostituibile, un aspetto che risalta ancor più in una realtà montana come la nostra, dove il negozio sotto casa è un vero e proprio collante della comunità, un autentico presidio del territorio, un volano per le nostre eccellenze enogastronomiche, un elemento complementare e di ulteriore qualificazione per la nostra offerta turistica, e una concreta opportunità di lavoro (la maggior parte dei contratti nel settore, tra l’altro, è a tempo indeterminato)”. E allora, come ha ricordato il direttore dell’Unione Cts Enzo Ceciliani, occorre una riflessione sul modello di sviluppo che Valtellina e Valchiavenna intendono darsi. “Dobbiamo puntare – ha detto Ceciliani – su una crescita equilibrata tra i vari settori economici, dall’agricoltura al manifatturiero all’artigianato al commercio, e porci come obiettivo la qualità. La nostra non vuole essere una difesa pseudo corporativa, non è questo il nostro messaggio. Vogliamo solo dire che se e quando gli equilibri tra o all’interno dei settori economici scricchiolano, allora è evidente che qualcosa non va”. “Nella nostra provincia – ha continuato Ceciliani – i livelli della grande distribuzione sono cresciuti in maniera abnorme. I nostri commercianti vedono che il loro mercato di riferimento sta cambiando radicalmente, che la forbice del disequilibrio si sta allargando, ritengono che non sempre ci siano armi pari per competere e non vogliono essere trattati come imprenditori di serie b”. Dunque, la categoria vuole una parte sempre più attiva e propositiva nella costruzione della Valtellina distributiva dei prossimi decenni, quella da lasciare in eredità alle future generazioni anche in un’ottica di sostenibilità, e sul piatto della bilancia mette con dignità e orgoglio tutta la sua esperienza e il valore aggiunto di una classe imprenditoriale che, attraverso la formazione continua, vuole puntare sulla professionalità e sulla competenza. In concreto, la richiesta da parte dell’Unione e della sua Associazione Dettaglianti Alimentazione è stata chiara ed esplicita: innanzitutto, stop alle grandi superfici di vendita e iniziative di sostegno per rendere il commercio al dettaglio ancor più competitivo. Riguardo al primo aspetto, è ora di porre un freno all’espansione della grande distribuzione in una situazione, quale appunto quella della nostra provincia, di grande sproporzione tra piccoli negozi e ipermercati a vantaggio di questi ultimi. E a pagare lo scotto di questa alterazione del sistema distributivo sono soprattutto le botteghe dei piccoli paesi di montagna, le più a rischio di chiusura (l’ultimo episodio è quello del negozio di Rasura che presto abbasserà la saracinesca). Quanto alle azioni di sostegno, meritano di essere promosse nuove iniziative e implementati bandi come quello della Regione Lombardia sui Distretti del Commercio, a favore della competitività e dell’innovazione dei sistemi distributivi ,che nella sola provincia di Sondrio si è tradotto in 8 progetti, molti dei quali istruiti dall’Unione Cts, che riguardano il territorio per un totale di 28 comuni coinvolti e investimenti per complessivi 7.800.000 euro, dei quali circa 4 milioni realizzati da privati. “In Valtellina e Valchiavenna – ha ammesso il presidente della Provincia Massimo Sertori – paghiamo purtroppo l’assenza di una pianificazione generale, cosa che ha prodotto danni e costi enormi. Ora siamo riusciti a dotarci di un importante strumento quale il Piano territoriale di coordinamento provinciale che pone finalmente un freno al consumo del territorio”. Nel suo intervento il presidente Sertori ha avuto parole di elogio per il commercio tradizionale al dettaglio, “un’attività fondamentale – ha detto – in un territorio montano come il nostro, pieno di attrattive turistiche. I nostri comuni – ha concluso – vivono perché ci siete voi con le vostre attività. Tra i commercianti e i nostri paesi nasce una simbiosi, c’è l’orgoglio di appartenere alla comunità, di svolgere un servizio per la collettività”. Ad alimentare il dibattito conclusivo anche gli interventi del segretario della Camera di Commercio di Sondrio Marco Bonat, che da un lato ha fatto riferimento ai risultati positivi del progetto Entra in Valtellina (per incentivare i punti vendita che si specializzano nell’offerta delle nostre eccellenze enogastronomiche) auspicando che la terza edizione dell’iniziativa venga rifinanziata dalla Regione entro la fine dell’anno, dall’altro ha sottolineato il ruolo dei Consorzi fidi quali interlocutori privilegiati per l’assegnazione dei finanziamenti agevolati alle imprese; e del consigliere regionale Ugo Parolo, che ha esortato i commercianti a essere sempre più propositivi e a continuare a lavorare per aumentare la capacità attrattiva dei piccoli negozi nei confronti dei cittadini, facendo così riscoprire la bellezza di fare la spesa sotto casa. |
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