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Arriva "Flessibile, Hop Hop!"
Ha scelto un testo che parla del mondo del precariato e di alienazione in un mondo funzionante a cicli seguendo “flussi che fluttuano” e calpestando diritti la regista Gigliola Amonini per lo spettacolo del laboratorio teatrale del Quadrato Magico, che andrà in scena domenica sera (al Teatro Frassati di Regoledo di Cosio, alle 21, ingresso con offerta libera) e che vedrà salire sul palco – primizia di quest’anno – anche il nostro videomaker Maurizio Natali nei panni, neanche farlo apposta, di un fotografo. “Flessibile, Hop Hop!” è il titolo dello spettacolo liberamente tratto da un’opera del francese Emmanuel Darley scritta nel 2004.
Due operai lavorano nell’officina dei fratelli Klang. I macchinari sono stati aboliti, troppo cari. Ormai i nostri due operai fabbricano dei Klangs a mano! Un’attività rigorosamente imbecille, ma presto verrà il momento in cui saranno licenziati per essere rimpiazzati da una donna – è meno cara - e subito dopo anche lei, fuori, rimpiazzata da altri, altrove, molto molto lontano… Seguendoli, si scoprirà «il mondo meraviglioso dell’insicurezza sociale, dell’amministrazione. La felicità degli stage, della formazione e degli aggiornamenti». Scena dopo scena, avanzano capi simbolo del potere, ossessionati dal “tagliare i costi, asciugare le spese, contenere le uscite”, operai e impiegati, rappresentanti del “troppo-vecchio” o del “senza esperienza”.
Il gruppo teatrale è composto da Alberto Pini, Chiara Milani, Christian Gianera, Cristina Montecalvo, Elena Farina, Elena Milani, Elena Riva, Fernanda Bigiolli, Linda Galbusera, Marina Martinelli, Sandra Ronzio, Stefania Nana, Simona Micheletti, Valerie Severin e – appunto alla prima prova/ comparsa sul palco – Maurizio Natali, in realtà prezioso collaboratore artistico della regista. Natali si occupa, infatti, della luci mentre Angelo Moroni dell’audio.
Emmanuel Darley
Nato a Parigi nel 1963, è cresciuto fra l’Africa e la Lorena. Tornato a Parigi nel 1977 si è poi stabilito nell’Aude, dove vive tuttora. Dopo brevi studi di cinema, dal 1999 dirige laboratori di scrittura. Ha scritto tre romanzi e ha iniziato a scrivere per il teatro. Fra le sue pubblicazioni: Le bonheur (2007) Un des malheurs (2003) Pas bouger e Qui va là, Actes Sud-Papiers, 2002; Indigents, Actes Sud-Papiers, 2001; Souterrains, Théâtre Ouvert, 2001; Une ombre, Théâtre Ouvert, 2000; Ici, l’inconnu, testo sulle fotografie de Djan Seylan, « Carnets de voyage », Le point du Jour, 1999; Badier Grégoire, Théâtre Ouvert, 1998; Des petits garçons, romanzo, P.O.L, 1993. Alcune sue opere vengono lette, messe in scena, pubblicate, altre recitate e tradotte. Collabora con la compagnia Labyrinthes.
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