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Vecchio 11-11-09, 16:36   #1
Abriga.it
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Predefinito Gli "Idoli" del Teatro i

Il termine idolo deriva dal greco "eidolon" e significa simulacro, immagine, ma anche fantasma e spettro oppure immagine astratta e, dunque, anche idea o fantasia: ebbene proprio agli “idoli” è dedicata la stagione 2009/2010 del Teatro i di Milano, che vede esibirsi in questi giorni l’Accademia degli Artefatti, compagnia che i valtellinesi hanno ben potuto conoscere a Teglio la scorsa estate con lo spettacolo sperimentazione “An oak tree”. Il Teatro i – che propone in tutto 15 compagnie, di ricerca ma anche di stampo più legato alla tradizione, per 19 spettacoli ispirati al tema degli "idoli" – è la location di "Spara, trova il tesoro e ripeti", ciclo di pièces firmate da Mark Ravenhill, una “epopea contemporanea” ispirata ai grandi capolavori della storia delle arti e ai falsi idoli che pervadono la nostra società, nella versione dell’Accademia degli Artefatti, articolata in 8 episodi differenti che nelle rispettive serate vedranno alternarsi sulla scena ben 12 attori. Nelle brevi pièces che compongono l’epopea di Ravenhill il riferimento alla guerra neocoloniale intrapresa dall’Occidente in Medio Oriente è preciso e dichiarato. E il titolo è un’allusione fin troppo esplicita all’idea che questa guerra moderna ha assunto le sembianze e l’irrealtà di un video game amplificato dalla copertura che i media mondiali hanno garantito all’evento. Ogni pièce è un piccolo e compiuto congegno teatrale che assale lo spettatore con una tensione e una carica emotiva che è la stessa che hanno vissuto i fruitori dei servizi giornalistici televisivi che negli anni ci hanno informato delle terribili conseguenze della guerra in Iraq. Un linguaggio diretto e semplice quello di Ravenhill, che denuncia in modo chiaro e partigiano il suo punto di vista su uno degli eventi planetari più importanti della nostra epoca. Tutto il materiale si struttura attorno ad un’invasione militare e la conseguente occupazione di un territorio. Alcune pièces sono ambientate in un Paese che è riconoscibile come l’Iraq. Altre, la maggior parte, in uno stato dell’Occidente, un Occidente scosso, fotografato nell’esplodere delle proprie contraddizioni, quasi deturpato da un rapporto mai risolto e sempre mediato (o negato) con la guerra in Medio Oriente.

La stagione del Teatro i proseguire dal 23 al 28 novembre con "Questa sera si recita la nostra fine", rivisitazione di tre atti unici di Pirandello per la regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti (Egumteatro). Il lavoro è condiviso con il gruppo toscano Gogmagog.
Infine, dal 26 al 29 aprile, "Him" di Fanny&Alexander, episodio centrale del loro progetto Oz, con una sensazionale prova d’attore di Marco Cavalcoli sul palco nei panni di un vero e proprio idolo nero: un Hitler grottesco, a metà tra Cattelan e Charlie Chaplin.
Sul versante dei nuovi gruppi, quattro realtà eterogenee per percorsi e stile: il nuovo anno si inaugura con la prima significativa presenza milanese di Stefano Ricci e Gianni Forte, un duo già di culto, che con "Troia’s Discount" riporta ai giorni nostri la storia di Eurialo e Niso, giovani amanti nell’Eneide di Virgilio, trasformandola in una ballata consumistica (11 - 28 gennaio 2010); i Muta Imago (uno dei gruppi più originali del nuovo movimento teatrale), che prendono spunto dal caso psichiatrico di Lev Zasetsky, soldato russo colpito da un proiettile alla testa durante la seconda guerra mondiale, per raccontare dell'incessante tentativo di ricostruire qualcosa che si è perso, l'identità, la memoria, a partire da frammenti scomposti e disordinati ("Lev", 25 - 28 febbraio).
Daniele Timpano (amnesiA vivacE) e i Menoventi saranno invece protagonisti a febbraio di due minipersonali: il primo presenterà il suo nuovo lavoro "Risorgimento Pop" (4 - 7 febbraio) dedicato agli idoli di uno dei periodi cruciali della storia italiana, e riproporrà uno dei suoi lavori di maggior successo, "Dux in scatola – Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito" (9 - 10 febbraio). Menoventi, giovane gruppo vincitore nel 2008 del Bando Nuove Creatività dell’ETI (Ente Teatrale Italiano), proporrà invece con "Invisibilmente" (15-18 febbraio) e "Semiramis" (20-21 febbraio) due spettacoli di segno molto differente, accomunati dalla grande forza comunicativa che ne contraddistingue la poetica.
Accanto a questa polarità di generazioni, la testimonianza viva di artisti del teatro tradizionale come Scena Verticale con "U Tingiutu", una rivisitazione del mito classico che nell’operazione del regista e autore Dario De Luca trasferisce Achille, Ulisse, Menelao e Agamennone nella fosca (ma tragicamente attuale) realtà delle lotte tra i clan della ‘ndrangheta.
Maurizio Lupinelli, con la sua compagnia Nerval Teatro, continua il percorso attraverso la drammaturgia di Antonio Moresco, autore incandescente che da qualche tempo si presta al gioco del teatro, mettendo in scena "Magnificat" (3-8 maggio), monologo al femminile dove una madre dialoga con il proprio feto e con la sua voce a venire. Ancora, Sergio Pierattini dirigerà Milvia Marigliano nel suo testo "Un mondo perfetto" (Premio Speciale della Giuria a Riccione nel 2007), che affronta il tema dell'adozione e dell'incapacità di amare.
Due a solo per due attori dai percorsi molto diversi, ma che scelgono di lavorare su personaggi-idoli della storia e del teatro: Michele Di Mauro con il suo "E n r i c o 4", personalissima rivisitazione dell’opera di Luigi Pirandello, e Alessandro Quattro, che insieme ad Alessandro Mor presenterà uno studio sulla figura di Bruto, protagonista del Giulio Cesare di Shakespeare ("Bruto", 12-15 aprile).
Come nella sua vocazione, anche quest’anno le produzioni di Teatro i riservano un’attenzione particolare alla drammaturgia contemporanea. Innanzitutto con la ripresa di "Lait", opera prima della giovane drammaturga Magdalena Barile. Il mese di marzo 2010 vedrà il debutto della nuova produzione di Teatro i, che verrà presentata all’inizio dell’anno.
In chiusura di stagione, "Corsia degli incurabili", una produzione di Teatro di Dioniso di Valter Malosti, progetto speciale che continua la collaborazione con Teatro i, inaugurata lo scorso anno con il Progetto Testori. Malosti dirigerà Federica Fracassi nel poema di Patrizia Valduga (20-30 maggio), tra le voci più interessanti della poesia contemporanea.www.teatroi.org, info@teatroi.org.
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