Duecentomila euro per tagliare i boschi
In questo momento tragico per il settore del legno in Valtellina, con molte aziende che hanno chiesto la cassa integrazione per i loro dipendenti e l’aumento del valore della moneta svizzera con le conseguenti difficoltà per le segherie valtellinesi che acquistano legname oltreconfine, arriva una boccata d’ossigeno da parte della Comunità montana di Tirano.
È il presidente dell’ente comprensoriale, Annamaria Saligari, ad annunciare che, già nel bilancio 2014, sono stati stanziati 200mila euro per la forestazione. «I fondi serviranno per progetti su tutto il territorio mandamentale di taglio di boschi comunali – spiega -. Naturalmente stiamo parlando di boschi di proprietà pubblica, per i quali non ci si dovrà confrontare con il privato che, però, dovrà essere sensibilizzato sull’argomento. La maggior parte dei Comuni del Tiranese, infatti, ha molti boschi di proprietà che potranno essere interessati da un intervento di forestazione per produrre legname da opera oppure materiale per il cippato e la biomassa». I fondi ci sono, ma il progetto non partirà subito. «La volontà politica è quella di andare in questa direzione – precisa Saligari -. Vorrei, però, che il progetto vero e proprio sia anticipato da incontri sul territorio, anche se si tratta di tagli che interesseranno boschi comunali. È opportuno che i cittadini sappiano cosa si farà, onde evitare frasi come “ci stanno portando via la nostra legna”. Il significato dell’operazione, infatti, è quello di pulire i boschi, recuperare il legname e rimettere in moto la filiera bosco-legno valtellinese, senza dover rivolgersi alla Svizzera con i conseguenti aumenti di costo per le aziende. Credo che sia il momento giusto per concretizzare questo progetto». L’intenzione di promuovere serate, nei diversi Comuni del mandamento, per spiegare lo spirito dell’iniziativa va di pari passo anche con la sensibilizzazione nei confronti dei privati ad intervenire nei propri fondi sia per una questione di sicurezza e di tutela ambientale, sia per un vantaggio di tipo economico. «Se ci fossero proprietà comunali boscate nel fondovalle si potrà pensare anche di estendere il progetto anche lì – anticipa Saligari -. Nel frattempo, anche se su un capitolo finanziario diverso, provvederemo alla pulizia e alla bonifica delle aree di fondovalle prossime alla ciclabile o sulla ciclabile. La nostra forza è il territorio e su questo dobbiamo puntare. Non si può sempre dire che in Svizzera è diverso e che oltreconfine i boschi sono più puliti, tocca anche a noi farlo».
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