Dal Besta al Masegra per le Gep
Mattino sotto un cielo grigio a palazzo Besta, che si addiceva all'atmosfera tellina e al titolo della visita "Eroi, Santi e fulmini a Palazzo Besta", il sole del pomeriggio ha riscaldato "L'Orlando Furioso, Bacco e Fortuna" a castel Masegra e la serata molto serena alla biblioteca Rajna. Potremmo riassumere così l’esito della Giornata Europee del Patrimonio che si è tenuta fra Teglio e Sondrio con una buona partecipazione di pubblico (fra le venti e venticinque persone per palazzo, tenendo conto che di più non ne possono entrare per volta). A Teglio l’associazione Bradamante ha brevemente illustrato il ciclo dell'Orlando Furioso nel salone d'onore partendo dal tema conduttore della virtù della "fidelitas" soffermandosi in particolare sulla figura femminile della martire, ipotizzata in Santa Agnese e della punizione divina del peccatore, per proseguire sull'avidità dei potenti nell'allegoria della cupidigia. La tappa pomeridiana a castello Masegra è stata molto partecipata, sia in termini di numeri che di ascolto. La saletta della Torre Colombaia dove è affresco l'Orlando Furioso ha fatto il pieno di visitatori, coinvolti da Beatrice Pellegrini nel racconto della storia dei Capitanei e dei Beccaria e nell'illustrazione delle scene ariostesche e da Silvana Onetti nella descrizione dello spazio architettonico e del complesso apparato decorativo intorno al tema ariostesco, ricco di simboli attinti dalla mitologia, dalla filosofia e dal teatro antico.
Serata con bel finale alla biblioteca Rajna, dove il pubblico, grande non nei numeri ma nell'intensità dell'attenzione (presenti diversi insegnanti), ha seguito la conferenza di Aurelia Fresta della Deputazione di Storia Patria di Reggio Emilia, caratterizzata da una presentazione eccellente per contenuti, immagini e taglio dell'esposizione, che ha coinvolto emotivamente i partecipanti nel racconto dell'infanzia e degli anni giovanili di Ludovico Ariosto a Reggio Emilia e alla rocca di Canossa. Un racconto inedito per il pubblico, capace di evocare l'atmosfera famigliare e territoriale su cui si è basata la prima formazione del poeta, e suggello dell'amicizia tra la Valtellina e Reggio Emilia.
«Alcuni partecipanti hanno seguito più di un appuntamento tra quelli proposti – spiega Onetti -, seguendoci nel nostro itinerario ariostesco valtellinese, sempre più parte dell'itinerario ariostesco italiano che si va rafforzando in attesa dei 500 anni dell'Orlando Furioso nel 2016».
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