|
Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
|
Vale il rischio di amare. Parola di Benni
Amare, sognare e volare è bello, anche se rischioso. Questa la bellezza della vita, questo il valore dell’amore per due «razze in via d’estinzione» come un poeta che non riesce più a scrivere e una merla canterina, che si scambiano parole e suoni, a volte civettuoli, a volte graffianti sul palco della sala don Chiari di Sondrio venerdì sera.
L’atto unico comico-musicale, come lo definisce il suo autore, un “grande” come Stefani Benni, “Il poeta e Mary”, fa trascorrere una serata di grazia allo spettatore che se ne sta accoccolato sulla sua poltroncina e, con una tranquillità d’animo, assiste ad una rappresentazione gradevole in cui recitazione e canto si mischiano armonicamente senza mai prevaricare l’uno sull’altro, in cui il tono semi-serio equilibra pillole di saggezza “benniana” («quando uno dorme diventa innocente, quando dormiamo siamo tutti uguali»), frecciate similpolitiche (una è tutta dedicata al premier Renzi), riferimenti alla Valle (Valmalenco e i pizzoccheri), satire letteral-contemporanee fra “Cipbook” il facebook degli uccelli e la rivisitazione del leopardiano “Il passero solitario” che diventa “Il merlo solitario”.
Sul palco-giardino si svolge l’incontro – o, meglio, «l’allucinazione avicola», come dice Benni - fra il poeta che un tempo scriveva dappertutto («sotto la pioggia scriveva umide intrise rime») e la merla Mary. Benni, il poeta Giacomo (Jack per Mary), si diverte un mondo sul palco: recita, canta e, soprattutto, balla con una ricerca del ritmo che intenerisce. E, quando la giacca gli si incastra nella sedia, fa diventare il disguido un divertimento teatrale.
Mary è una scoppiettante Brenda Lodigiani che muove il suo abito alato con eleganza, canta come un usignolo, recita con vigore, sprizzando energia da tutti i pori. Sa essere innocente e sensuale insieme, ingenua e consapevole, seria o burlona. All’inizio si succedono punzecchiature e bisticci fra i due, ma poi Jack viene conquistato dalla «fastidiosa pennuta», dalla sua fresca vitalità che rischiara l’unico verso che Jack aveva partorito: «Ombre noi siamo, circondati d’ombra».
Momento apicale dello spettacolo quello in cui il poeta e la merla ballano dolcemente sulle note di Danilo Rossi, prima viola della Scala, e Stefano Nanni, mago delle tastiere. I musicisti - professionisti che stanno con simpatia e umiltà al gioco ideato dalla fervida mente di Benni - regalano emozioni a fior di pelle e lo fanno anche alla fine quando, a spettacolo concluso, offrono un bis di splendido virtuosismo.
Applausi calorosi dal pubblico per questo spettacolo insolito, un melologo grazioso e leggero, sull’amore, sulla bellezza, sulla passione, sentimenti che devono sempre guidare la nostra vita. E Benni ce lo ricorda facendoci sorridere e ridere, pensare e sognare.
|