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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

 
 
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Vecchio 07-08-13, 08:07   #1
Abriga.it
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Predefinito Il giro della provincia in 17 giorni

«Dove andiamo in vacanza quest’estate?». «Massì, direzione Rimini… discoteca di notte e tante dormite di giorno…». Conversazione tipica di molti ragazzi questa. Senza voler discriminare chi sceglie la riviera romagnola per le proprie vacanze, spicca per amore nei confronti del territorio, della natura e dello sport l’esperienza di tre ragazzi del Tiranese che hanno deciso di trascorrere 17 giorni delle loro ferie estive camminando una media di 9 ore al giorno sulle montagne della provincia.
Si chiamano Daniele Moncecchi 18 anni di Tresenda, Simone Panizza 19 anni di Bianzone e Andrea Besseghini 18 anni di Grosio i tre ragazzi che hanno percorso – in base alla registrazione precisa del Gps – 420 chilometri e 23000 metri di dislivello in 17 giorni. Una bella sfaticata, non c’è che dire, e le fiacche ai piedi, nascoste dai cerotti, lo dimostrano. Ma loro non ci hanno fatto più di tanto caso, tale la determinazione di concludere con onore questa piccola impresa giovanile.
«Siamo partiti dalla piazza della Basilica a Madonna di Tirano – racconta Daniele – e da lì ci siamo diretti in Alta Valle passando per Schiazzera, Val Grosina, Val Viola fino a Cancano, quindi Bormio e Santa Caterina. Poi siamo tornati attraverso le Orobie per arrivare fino a Delebio dove siamo scesi a valle per attraversarla. A quel punto ci siamo diretti in Val Codera, abbiamo preso il sentiero Roma. Siamo passati per la Val Masimo, la Valmalenco per tornare a Madonna di Tirano passando per il lago di Poschiavo. Erano mesi che ci trovavamo per programmare questo “viaggio” ed ora che lo abbiamo fatto siamo soddisfatti». Nel tragitto – fortunatamente il tempo è sempre stato bello - si sono appoggiati sull’accoglienza dei rifugi, tutti fra i 2000 e i 2500 metri d’altezza, e di un bivacco dove cenavano, facevano colazione e preparavano qualche panino per la giornata.
Risolto anche il problema del cambio di vestiario. «In due punti ci siamo fatti raggiungere per farci portare vestiti puliti – dice Daniele -. Fra di noi c’è stata un’intesa perfetta. E poi devo dire che abbiamo incontrato tanta gente, tanti gruppi del Cai. Inoltre per le nostre montagne girano inglesi e olandesi. Piacevole anche l’atmosfera nei rifugi e le conversazioni alla sera». Niente orsi sui sentieri, però. I tre giovani non ne hanno incontrati, invece hanno avuto modo di osservare stambecchi, caprioli, marmotte.
Ora l’avventura è terminata e chissà mai che il prossimo anno si possa ripetere. Naturalmente con un altro percorso.
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