Un libro per i 40 anni delle penne nere
Proprio il rifugio a Le Piane incarna al meglio le memorie, le opere ed i protagonisti tra le file del gruppo alpini di Piateda ed esalta l’armonia dell’ambiente in cui è collocato: alpini e montagna, binomio imprescindibile dalla genesi stessa del corpo conserva la sua solidità pur al mutare delle stagioni e dei tempi complicati che stiamo vivendo.
Ed è ancora il rifugio che è diventato icona di copertina del libretto con gli adolescenti ed i veci, l’alzabandiera ed il composto far memoria ed ispira anche il titolo stesso: “Con il cuore, le braccia ed il cappello alpino” a sottolineare la generosità solidale, l’operoso slancio e la passione alpina che si riversa simbolicamente nel cappello.
Sono questi gli elementi di una domenica di festa e commemorazione al rifugio Le Piane di Piateda, a 1550 metri, dove sono stati celebrati i quarant’anni di vita del gruppo alpini e presentato e diffuso il libretto che fa memoria di questo benemerito sodalizio orobico.
Partecipazione altissima per la manifestazione partita alla mattina con l’alzabandiera e il saluto delle autorità. «Una parte concisa – dice il sindaco, Aldo Parora, e alpino -, perché gli alpini parlano poco». Ma lavorano molto. Infatti il capogruppo, Luigi Gusmeroli, il presidente onorario Piero Camanni e il vicepresidente Gianfranco Pini hanno tracciato le attività e ricordato i valori delle penne nere. Aperitivo musicale con la fanfara alpina di Rogolo, prima della polentata per 400 persone.
Una parte importante è riservata al libro strutturato in vari che intende promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni. «Concetti impegnativi e forti che magari sfuggono – dice il curatore Marino Amonini - osservando gli stereotipi goderecci delle feste e dei raduni alpini ma che emergono con vigore potendo elencare le opere, tratteggiare i protagonisti, seguirne gli sviluppi nel corso di questi quarant’anni che il Gruppo celebra». Amonini, pur nella essenzialità delle 60 pagine e del centinaio di foto a corredo si è sforzato di documentare sia quanto le penne nere di Piateda – alle quali si aggiungono con ideale saldatura gli ammirevoli volontari di Protezione Civile ANA - hanno fatto silenziosamente dal marzo 1973, sia di promuovere la montagna, quell’ambiente così familiare e ricco che è culla e scrigno di valori per l’intera comunità.
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