In arrivo la Tares anche ad Aprica
«Un’imposta diabolica per i nostri Comuni, una vera e propria patrimoniale occulta. Se non fossi sindaco voterei contro. Sono costretta ad approvare il provvedimento, ma chiarisco subito che la mia posizione politica è assolutamente discorde».
Ha sbottato il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, in consiglio comunale venerdì sera quando si è trattato di approvare il piano finanziario e le rate della nuova tariffa dei rifiuti, la Tares. Una tassa che «nasconde uno 0,30 euro al metro quadrato che va direttamente allo Stato – ha spiegato Cioccarelli -. Aprica incasserà 420mila euro dalla Tares con aumento di 80mila euro. I cittadini saranno chiamati a spendere 80mila euro in più. Dopo la batosta Imu, arriva la Tares: quando il sistema italiano sarà in ginocchio, allora forse lo Stato si renderà conto».
A preoccupare il sindaco è la tariffa per le attività commerciali, ricettive ed esercizi che saranno maggiormente penalizzati (le rate sono il 31 ottobre e il 15 dicembre). «Il paese turistico è tale se ci sono ristoranti, alberghi e negozi – ha aggiunto -. Se questi vengono messi in condizione da metterne in crisi la sopravvivenza, cosa facciamo? Politicamente dico no a questo. Gli uffici stanno cercando di predisporre le tariffe, ma non è così banale. Gli immobili vengano accatatasti per vani e non per metri quadrati, in base ai quali va calcolata la tariffa. Per i residenti risulta più semplice, mentre per il censimento delle abitazioni dei turisti non sarà così facile».
Cioccarelli ha annunciato che, mercoledì 17 luglio, anche lei insieme a molti sindaci della Valle sarà in Regione Lombardia a Milano a chiedere l’abolizione del patto di stabilità, «perché Comuni e cittadini tutti sono in difficoltà».
Aprica ha approvato, infatti, venerdì sera il bilancio di previsione, ma «che senso ha approvare un bilancio, che in passato andava discusso entro il 31 dicembre dell’anno precedente, ben oltre la metà dell’anno in corso, con un’ulteriore proroga al 30 settembre – ha domandato -? Arriviamo così in ritardo perché ancora non sappiamo quali saranno i trasferimenti al Comune. In pratica il bilancio è corredato da pareri favorevoli, ma è basato solo su ipotesi di calcolo. È assurdo». Anche il consigliere di minoranza, Ottorino Volonté, ha ribattezzato come «decisioni cervellotiche» quelle della politica di oggi.
Se la Tares è stata approvata all’unanimità, come «atto dovuto», il bilancio di previsione (7 milioni e 879mila euro) ha visto l’astensione di Volonté e Danilo Muti. Per la cronaca l’Imu porterà un gettito di 2 milioni 290mila euro di cui meno al Comune resterà 1 milione 219mila euro, il resto andrà allo Stato centrale.
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