Impianti Aprica: i progetti
Voleva che si aprisse un dibattito sul rilancio sciistico di Aprica il turista Lorenzo Tomasi. C’è riuscito. Immediate le repliche alle sue parole sulla sostituzione della seggiovia del Palabione. A scendere in campo è Arnaldo Soncelli, amministratore delle società degli impianti, che presenta una scaletta di interventi futuri fra Sita (Palabione) e Siba (Magnolta). «La nostra società non è un ente statico ma in continua evoluzione ed alla ricerca di soluzioni per realizzare nuovi impianti e piste di discesa – afferma -. Ne elenco tre: il nuovo impianto di innevamento del comprensorio Palabione, progetto già realizzato, in possesso delle debite autorizzazioni e finanziabile per un importo di un milione di euro; il nuovo impianto Palabione-Lago- Valletta, progetto predisposto, in alternativa, come seggiovia, cabinovia o misto, da definire solo la stazione o le stazioni di arrivo in quota e le eventuali varianti alle piste esistenti per un importo previsto di 7/9 milioni di euro a seconda delle opzioni; l’infine la nuova pista “panoramica” Palabione-Aprica con interventi su piste B/C. L’opera,che ci auguriamo veda la luce nella stagione invernale 2013-2014 sarà realizzata con l’intervento del Comune di Aprica e di questo Tomasi ne sarà certamente felice, avendo auspicato una collaborazione fra privato e pubblico».
Collaborazione con il Comune
Soncelli fa presente che fra società degli impianti e amministrazione comunale si è sempre avuta una collaborazione costruttiva ed anche in occasione di opinioni divergenti si è arrivati a trovare una soluzione valida per entrambi. «Nel prossimo triennio saremo chiamati a manutenzioni di legge per circa 500 mila euro, che interesseranno anche gli altri impianti in esercizio – aggiunge -. Tomasi si potrà rendere conto di quanto oggi possa essere difficile gestire una società come la nostra e come il rimandare a tempi migliori alcuni investimenti non sia “miopismo” ma buona amministrazione. In aggiunta non va dimenticato che Stato e Regione non hanno risorse per finanziamenti, a fondo perso, sui nostri investimenti; se ci fossero, non potrebbero essere superiori ad un 20 per cento della spesa totale, in rispetto al così detto “de minimis”». Certo, si potrebbe ricorrere ad aumenti di capitale sociale o a finanziamenti di terzi, ma – chiede Soncelli - Tomasi investirebbe 8-10 milioni di euro per incrementare i ricavi di 200-300 mila euro?
Impianti in crisi
«Su tutto l’arco alpino, le società di gestione di impianti sembrano aver tirato i remi in barca, non si accenna a nuovi investimenti, ma si cerca di tenere in efficienza quelli in esercizio per portarli alla scadenza tecnica e quindi siamo in presenza di una cautela d’obbligo. Una notizia,questa, che potrebbe interessare: si parla di superare la vita tecnica di un impianto con adeguate manutenzioni. Non conosciamo l’iter della proposta ma è evidente che ha una sua logica».
Quanto al fare sistema e all’unione prospettata dal turista, Soncelli condivide. Aprica sente la mancanza di un “after ski” (a valere anche per l’estate) ed al proposito l’iniziativa di qualche singolo è da apprezzare, ma non basta, secondo l’amministratore Sita. «Fare sistema significa il coinvolgimento di tutti gli operatori per raggiungere un obiettivo comune – conclude - che deve essere il miglioramento della località in termini di qualità dell’offerta e quindi economici».
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