«Badile e impasta. La vita sembra a tutti più leggera. Ci aggiungi la sabbia della giovinezza e diventa dura come il cemento. Badile e impasta». Eh sì, è proprio dura la vita. Tutti i giorni a lottare contro un capomastro che non ti considera nulla, tanto che il muratore Pino sogna di andare in Paradiso e lavorare con Geppetto, perché «qui io sono importante». Dura e piena di contraddizioni, di situazioni al limite del grottesco. Un mondo che sembra andare alla rovescia.
“Teatro Cabaret Open Air” ne ha descritta una piccola parte di questo mondo domenica pomeriggio a Brusio. Diretto dalla regista valtellinese Gigliola Amonini lo spettacolo, ispirato all’opera di Benni e promosso dalla Pgi a chiusura del laboratorio teatrale partito a febbraio, ha visto sulla scena – nel delizioso giardino di casa Besta – otto attori, in parte valtellinesi in parte valposchiavini, affaccendati con la vita in senso lato. Senza necessariamente trovare un filo conduttore fra le storie proposte – a meno che non si voglia parlare semplicemente di sprazzi di esistenza comune e non comune – il cabaret, che solo cabaret non è stato, è ambientato in gran parte in un bar. Quale posto migliore per raccontare? C’è la ragazza “sclerata” con «problemi a grappolo», come dice lei, che si lamenta dei mendicanti per strada per poi commuoversi per un cane senza libertà, c’è la compagna che in un crescendo di tensione trasforma le caratteristiche del marito in vizi insopportabili, ci sono due giornaliste televisive che inanellano, in modo quasi logorroico, fatti di cronaca nera che sono quisquilie, ad esempio il dilemma su come salire sulla “zeppa stelvio”. Per non parlare della ricetta della “palugona” che vale quanto 2040 panettoni. Una rapper Cappuccetto rosso va a trovare la nonna, che è «una tossica da pensione. Senza pensione va in astinenza» e ha le mani grandi per tenere in mano tre telecomandi. Il tema della vecchiaia e della solitudine compare anche nelle parole di una nipote. Si è in un mondo così folle che una giovane ad un colloquio di lavoro proprio non (ri)conosce Babbo Natale alla ricerca di un mestiere e lo scambia per un ruffiano, spacciatore, pedofilo e ladro.
Una buona prova per gli attori (Alberto Pini, Alice Baldaccini, Annabella Lardelli, Anna Capelli, Chiara Balsarini, Daniela Costa, Mario Rossi e Nando Nussio), alcuni dei quali alla prima volta sul palco e altri già “rodati”, che hanno dato modo di riflettere con il sorriso sulle ovvietà della vita. Alla fine uno zuccherino: «Prima o poi l’amore arriva!». Ma sarà vero?
Per chi se lo fosse perso, domenica prossima ultime due repliche (alle 14 e alle 16.30). Prenotazioni:
valposchiavo@pgi.ch (biglietti 12 euro, 8 euro per studenti).