Dehors sì o no?
Le concessioni degli spazi esterni agli esercizi pubblici ed attività commerciali finiscono sotto i riflettori. In particolare con quale logica queste concessioni vengono valutate e concesse, quale è la regolarità urbanistica di tali costruzioni e quali sono i ritorni economici per il Comune? A porgere queste domande all’amministrazione comunale di Tirano il gruppo misto di minoranza che cita l’esempio della recente concessione alla signora Zanini di occupare una parte di suolo pubblico nella rinnovata Piazza Unità d'Italia con la posa di un nuovo edificio ad uso negozio. «Concessione diretta che preclude la pari opportunità ad altri cittadini potenziali imprenditori interessati», ritiene il gruppo misto che ha scritto un’interrogazione discussa nell’ultimo consiglio comunale. «Nell'ultimo anno sono sorte varie costruzioni sul suolo pubblico a servizio di singoli esercizi commerciali fra cui anche in piazza Basilica notoriamente vincolata dalla Soprintendenza – aggiunge l’opposizione -. Anche dove non si è costruito alcuna struttura di delimitazione si vede spesso l'occupazione eccessiva di spazio pubblico a discapito della mobilità pedonale anche in punti problematici per il traffico. I luoghi in cui il problema è più evidente sono viale Mazzini, viale Italia, piazza Cavour, via XX Settembre, piazza Basilica». Da qui le domande della minoranza se la concessione dell'occupazione convenzionata in piazza Unità d'Italia sia replicabile, quale sia la motivazione che ha portato all'ulteriore costruzione di volumi nella piazza Unità d'Italia in aggiunta al qualificato progetto originario. E per quanto riguarda l'aspetto economico su piazza Unità d'Italia, si domanda quale logica sia stata seguita per la determinazione del corrispettivo al Comune. Infine il gruppo misto chiede se non sia opportuna l'adozione di apposito regolamento in materia da approvarsi in sede di consiglio comunale.
«Che ci sia un'edicola, nulla in contrario – ha aggiunto in consiglio il capogruppo di opposizione, Gianluigi Garbellini - Quanto all'occupazione di suolo pubblico concessa a vari esercizi, se da un lato non può che far piacere l'immagine vivace di una città votata al turismo, d'altro canto bisogna misurarsi con le giuste istanze di pedoni e di carrozzine con piccoli o carrozzelle di disabili, quindi non esagerare nell'occupazione del suolo in luoghi di passaggio. In effetti in alcune realtà il transito di pedoni e di carrozzine e carrozzelle resta difficoltoso se non del tutto precluso». Garbellini ha citato l’esempio di piazza Basilica dove l'occupazione di suolo concessa a un bar è senza dubbio non rapportata alla pericolosità del luogo. «Pur trattandosi di una piazza sottoposta a vincolo di tutela, è stata data autorizzazione dal Comune senza il preventivo assenso della Soprintendenza, la quale denuncia che l'impianto attuato, troppo imponente, con putrelle conficcate nel suolo, predella, tendone e ingombranti fioriere deturpano non poco la piazza a pochi passi dalla basilica, monumento pure tutelato dallo Stato. Una situazione dunque senz'altro da rivedere», è il commento di Garbellini.
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