Telecamere contro gli incendi
Un sistema di quattro telecamere posizionate in modo strategico per riprendere tutta la parte bassa del territorio del Tiranese fino all’imbocco della val Grosina e collegate ad una centrale operativa. La diminuzione dei tempi di intervento e la valorizzazione dei gruppi locali di protezione civile.
Sono queste le “novità”, se possiamo così chiamarle, della sezione antincendio boschivo della Comunità montana di Tirano che fa capo a gruppi all’interno del territorio da Teglio a Grosotto. Il responsabile, Fabio Antonioli, tiene molto a rimarcare questo «ruolo istituzionale» della Cm nell’ambito dell’antincendio boschivo, che tante volte sembra appannaggio esclusivo di Vigili fuoco e corpo forestale, mentre l’ente comprensoriale è preposto dalla legge regionale a funzioni amministrative di organizzazione di squadre antincendio.
«La nostra attività si sviluppa a 360 gradi partendo dalla prevenzione degli incendi con il monitoraggio della situazione esistente, l’utilizzo di strumentazione avanzata, quali le telecamere, il servizio di ricognizione sul territorio e di pattugliamento con personale che va a sorvegliare e segnalare il potenziale evolversi di un evento – spiega Antonioli -. L’incendio si sviluppa nel momento in cui un fuoco ha suscettibilità di espansione. L’importante è che un fuoco non si trasformi in incendio. Il nostro ruolo è proprio quello di essere presenti e tempestivi, una maglia capillare dislocata nelle varie zone. Normalmente, però, evitiamo di mandare in giro gente a vuoto, per cui l’attività viene fatta con l’ausilio delle telecamere». Ci sono gruppi di volontari - in tutto 50 persone da Teglio a Grosotto, mentre Grosio ha un servizio particolare che si avvale della collaborazione dei Vigili del fuoco - nei punti strategici dei vari Comuni che fanno capo alla Cm. C’è un magazzino centrale a Tirano per il ricovero delle strutture, una parte delle quali è data ai gruppi comunali con una forma di decentramento.
Importanza rivestono sicuramente le telecamere per le quali la Cm ha speso nel corso degli ultimi anni 30mila euro e che sono collegate alla centrale operativa dove i dati vengono raccolti e dove viene controllata la situazione. Le telecamere trasmettono segnali l’una con l’altra e in occasione di un evento la centrale, che è in fase di potenziamento, consente di far capire alle squadre - da una posizione remota - come posizionarsi. «L’obiettivo che ci siamo dati negli ultimi tempi è quello di valorizzare di più i gruppi locali e diminuire i tempi di intervento – prosegue Antonioli - . Tant’è che gli incendi sono contenuti perché siamo riusciti ad intervenire con tempestività nella prima fase. Disponiamo ultimamente anche di un ponte radio autonomo che permette di fare collegamenti locali fra noi durante il servizio, senza andare sui canali ordinari regionali».
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