Rifugi Aprica: non apre neanche il Baradello
Neanche il nuovo chalet ristoro in costruzione al Baradello aprirà i battenti per la stagione sciistica invernale ormai alle porte; un nuovo “colpo” all’offerta turistica sulle piste di Aprica che, seppure possa contare di altri rifugi e ristori in paese e in quota, partirà senza il rifugio Cai Valtellina bruciato nell’incendio di qualche settimana fa (ieri interessato dai lavori di posa di un telo impermeabilizzante per superare l’inverno) e senza il rifugio in costruzione al Baradello, sulla cui apertura per l’inverno molti speravano.
«Abbiamo ricevuto l’ok dalla banca per il leasing a fine luglio, i lavori sono partiti ad inizio agosto, ma non ce l’abbiamo fatta a concludere tutto per l’inverno – spiega Cristian Negri, consigliere della società Baradello 2000 -. Lo chalet è chiuso, abbiamo posato il tetto ma mancano gli impianti e gli arredamenti. Speriamo di andare incontro ad una buona stagione per superare le difficoltà economiche e di bilancio che sempre ci attanagliano. In ogni caso abbiamo intenzione di inaugurare la struttura per la fine della prossima estate».
Ubicato all’arrivo della nuova seggiovia quadriposto, a quota 2000 metri, lo chalet sarà una vera terrazza panoramica su tutta la Valtellina e oltre, fino addirittura alla vetta del monte Rosa. La struttura di 250 metri quadrati sarà di fatto una caratteristica realizzazione di montagna, in pietra e legno, e andrà a rispondere alla grande esigenza di un ristoro per gli sciatori che affollano in inverno la ski area e che finora si sono dovuti spostare alla Magnolta, al Palabione o scendere in paese.
E mentre dunque lo chalet Baradello dovrebbe aprire nel dicembre 2011, per il rifugio Cai Valtellina, gravemente compromesso dal rogo che ne ha incendiato completamente il primo piano e parzialmente il piano terra, la speranza è quella di riuscire a ricostruirlo entro l’estate. Proprio ieri la ditta che lo ha innalzato qualche anno fa è stata ad Aprica per coprire la struttura rimasta con un telo che la dovrebbe proteggere dall’inclemenza dell’inverno. Nel frattempo il Cai si sta attivando per trovare i fondi necessari perla ricostruzione. «Stiamo presentando domande sui finanziamenti del Gal (Gruppo d’azione locale) – afferma il presidente del Cai Aprica, Marco Negri -. Ad oggi non sappiamo ancora quantificare quanto servirà per rimettere in piedi il fabbricato, anche perché dobbiamo vedere come passerà l’inverno. Pensiamo però di mantenerlo così com’era, senza modifiche. L’impegno è quello di ricostruirlo per l’estate».
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