Apertura prolungata di santuario e Met
Il santuario della Madonna di Tirano rimarrà aperto senza interruzione dalle 7 alle 19. Come ogni estate, da qualche anno, grazie alla collaborazione dei volontari dell'Unitre, dell'associazione Amici degli anziani e dell'associazione di Terzo Millenio con la coordinazione del rettore don Gianpiero Franzi, sarà infatti coperto anche il tempo dell'interruzione per la pausa pranzo (12-14) così che devoti e turisti non dovranno più aspettare le 14 per la visita della basilica della patrona della Valtellina.*
Novità vengono, invece, dal Museo Etnografico Tiranese che inizia proprio oggi (2 giugno) l'apertura quotidiana estiva: da giugno a settembre, tutti i giorni, escluso il lunedì, si potrà entrare dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18. Nel primo giorno di apertura, che coincide con la festa della Repubblica, e domenica 7 giugno la visita sarà a ingresso libero per dare modo, soprattutto ai tiranesi, di vedere le novità.
Sono infatti numerose le integrazioni nel materiale esposto in particolare nelle due nuove vetrine donate da un supermercato locale. Un importante “acquisto” per il museo riguarda la tela bifronte settecentesca raffigurante San Martino e il povero da un lato e la Madonna del Rosario dall'altro, che ha trovato posto nella stanza del soffitto dipinto che ospita*i paramenti donati al Santuario dal cardinale di Richelieu. «Novità anche nel giardino dove sono sono stati messi a dimora due gelsi – spiega il direttore del museo, Bruno Ciapponi Landi - e dove hanno trovato posto piccole aree di coltivazione di prodotti tipici (grano turco, orzo, segale, saraceno) seminati dagli alunni della scuola locale, in omaggio al tema alimentare di Expo. Il museo continua a piccoli passi la*revisione dell'esposizione e dell'apparato didascalico, mentre ha completato l'attrezzatura per le proiezioni nella sala pluriuso. Fra le urgenze *cui pensare il passaggio dall'inventario alla catalogazione delle collezioni, la redazione degli inventari del fondo fotografico, della raccolta delle cartoline e del fondo archivistico Camillo de Piaz».
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