Romanzo d'infanzia: la danza a teatro
E’ dedicato alla danza il terzo appuntamento di Tirano Teatro. Giovedì 14 gennaio, alle 21, il cineteatro Mignon ospita “Romanzo d’infanzia”. Creato nel 1997 su un testo di Bruno Stori che ne ha realizzato anche la drammaturgia e ne ha curato la regia assieme a Letizia Quintavalla, "Romanzo d'infanzia” è stato tradotto in quattro lingue e rappresentato in tutto il mondo con oltre seicento repliche.
Nato per un pubblico giovane, è stato costruito sulle musiche originali di Alessandro Nidi e coreografato da Michele Abbondanza ed Antonella Bertoni che ne sono anche gli interpreti in palcoscenico e che lo definiscono uno spettacolo dedicato a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore, che danza e parla della relazione tra genitori e figli. Che commuove gli adulti e fa ridere i bambini.
La parte del testo dello spettacolo è affidata alla voce fuori campo di Silvano Pantesco; il disegno delle luci è di Lucio Diana, le elaborazioni sonore di Mauro Casappa e i costumi di Evelina Barilli. Lo spettacolo è co-prodotto da “Teatro Testoni Ragazzi” e spettacolo cult della Compagnia Abbondanza/Bertoni, è vincitore di numerosi premi, fra cui il Premio “Stregagatto” 1997/98. Di "Romanzo d'infanzia" scriveva qualche anno fa Mafra Gagliardi su Liber: "Il Teatro/Ragazzi, si sa, corteggia spesso il mito e la fiaba. E produce spettacoli con esiti diversi, spesso interessanti e di buon livello estetico. Qualche volta, poi, succede che gli archetipi fiabeschi si traducano sulla scena in immagini, parole e suoni che rendono fortemente percepibile, per così dire, il loro senso segreto, la loro energia. E allora la paura e il desiderio, il gioco e la fuga, la morte e il riso, l'amore e la rabbia, tutto è lì sulla scena e dentro lo spettatore e risveglia echi dentro di lui, perché lo riconduce alla vita fermentante e profonda dell'immaginario. E' quanto accade, per esempio, in Romanzo d'infanzia...». In scena due danzatori che si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre a figlia e poi fratelli, sì, soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e difendere e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere.
Ingresso posto unico 15 euro, prevendita dei biglietti oggi e domani in biblioteca dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, tel. 0342-702572 oppure secondo disponibilità la sera dello spettacolo.
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