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Vecchio 23-03-13, 08:08   #1
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Predefinito Separazioni: "Bene del minore prioritario"

Bambini tenuti in ostaggio da un genitore per controllare il partner, bambini “finanziatori” usati cioè per avere soldi dall’altro coniuge, bambini concessi all'altro genitore per avere libertà o per mettergli il bastone fra le ruote, bambini messi contro l'altro genitore.
Situazioni dolorose che, purtroppo, non sono così rare e che Claudio Marcassoli, psichiatra forense, e Gianfranco D’Aietti, presidente del Tribunale di Sondrio, ben conoscono proprio perché si trovano a doverle affrontare. Sul tema dell’affido dei minori nei procedimenti di separazione coniugale con le conseguenti problematiche psicologiche e giuridiche si è parlato nel corso dell’incontro che Unitre di Tirano ha organizzato. Una conferenza tecnica per capire gli aspetti giuridici che regolamentano le separazioni, ma anche una lezione “umana” volta a far capire la priorità del bene del minore. Un tema, insomma, delicato e difficile come hanno sottolineato entrambi i relatori. Marcassoli ha fornito un dato: le separazioni in Italia sono passate da 81mila a 88mila dal 2007 al 2010, le separazioni consensuali sono alte (86 per cento), ogni mille matrimoni in pratica ci sono 307 separazioni e 181 divorzi, con un tasso più alto al nord Italia, rispetto al sud. Dato curioso: il raddoppio negli ultimi anni delle separazioni degli ultrasessantenni. Lo psichiatra ha sottolineato che «si fa tutto nell'interesse del minore. Non si è più coniugi, ma si è sempre genitori. Per affrontare questi problemi viene spesso affidata una consulenza tecnica per individuare le condizioni migliori per l'affidamento dei minori».
L’intervento del giudice può esserci anche, durante il matrimonio, quando i genitori non sono d’accordo su una decisione importante (ad esempio un trasferimento) e quindi possono decidere di rivolgersi al giudice tutelare. In genere però l’intervento del giudice è necessario durante la separazione. «Un detto recita: fra moglie e marito non mettere il dito – ha affermato D’Aietti -. In realtà io ogni giorno metto ben più che il dito, anzi il pugno di ferro fra le coppie. Il genitore cerca talvolta il maggior vantaggio per sé, anche se coincide con il danno per il figlio. Qui entrano le regole del diritto». Prima del 2006 un solo genitore era dichiarato affidatario e doveva prendere le decisioni, mentre l'altro ne veniva estromesso. Ora c’è l’affidamento congiunto per cui le decisioni importanti devono essere prese insieme. Si può fare un affidamento ad uno soltanto dei genitori quando la situazione è molto grave, per cui si valuta l'incapacità educativa o sindromi particolari di un genitore. Nodi del processo civile sono soprattutto i litigi su affidamento, le modalità di partecipazione alla vita dei figli, il regime degli assegni di mantenimento, l’assegnazione della casa coniugale.
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