In 500 al gioco di ruolo per diventare grandi
Circa 500 i bambini e i ragazzi che hanno partecipato al “Paese dei ragazzi”, il gioco di ruolo organizzato dalla cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” al parco S. Michele di Tirano. Il Paese era in pratica una città in miniatura dove i ragazzi delle scuole medie e – per il primo anno – anche delle scuole elementari hanno vissuto per qualche ora come i “grandi”. Il tutto per insegnare con il gioco come funziona una città, come si lavora e, soprattutto, che bisogna prima lavorare per guadagnare i soldini (in gergo i “tiranes”) da investire nelle attività di svago o nel cibo. In pratica i ragazzi, entrati nel Paese, si sono diretti all’Informagiovani dove hanno ricevuto una mappa che essi stessi hanno dovuto compilare girando per il parco e identificando gli stand presenti. Dopodiché all’anagrafe del comune hanno ricevuto il “giocaquaderno” che funzionava come una carta d’identità e libretto di lavoro. A questo punto i ragazzi hanno cercato un lavoro al centro per l’impiego. Tante le opportunità offerte: dal vigile del fuoco e meccanico che è andato per la maggiore fra i maschietti al sindacalista e operatore dell’ufficio postale – professioni forse meno ambite, ma necessarie -, dall’estetista al ristoratore, dal fiorista al giornalista. E poi ancora impieghi al supermercato, ai laboratori di vimini o con la carta, in banca e all’ufficio ambiente. E non era mica uno scherzo. Una volta assunti i bambini hanno ricevuto la propria compensa – la paga di 5 tiranes, uguale per tutti – solo dopo la durata minima di un’ora di lavoro. Ma per capire che, anche in questo caso non tutto è subito fatto, i ragazzi hanno dovuto portare il foglio paga, insieme alla carta di lavoro, al centro per l’impiego che ha vidimato il documento, poi consegnato in banca. Lo stipendio di 5 tiranese, da cui sono state detratte le tasse, è stato poi utilizzato per acquistare beni e servizi all’interno del Paese. C’è chi si è iscritto al corso di ballo, chi ha giocato a calcetto, chi ha comperato fumetti, un panino o bottigliette di acqua visto il caldo. Insomma un esperimento volto all’acquisizione di indipendenza e responsabilità ben riuscito come sottolinea l’anima della manifestazione, Marco Duca. «Siamo soddisfatti dell’affluenza sui tre giorni, con molti bambini che sono ritornati a ripetere l’esperienza. Positiva la scelta di aver aperto ai bambini delle primarie che si sono trovati insieme ai più grandicelli e, in qualche caso, si sono fatti da loro aiutare. Simpatica l’elezione del sindaco e degli assessori che, domenica, vista il brutto tempo hanno deciso di aumentare la paga ai lavoratori». Ma, tutto sommato, era il “Paese dei ragazzi”.
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