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Utente
Data Registrazione: 09-08-07
Messaggi: 690
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Parecchi anni or sono, ancora bambina, organizzavo giochi sportivi, impegnativi e rischiosi. I ragazzini della contrada mi seguivano facilmente, non senza preoccupazione da parte dei loro genitori che li consideravano “miei seguaci”. La mamma mi vestiva sempre molto elegantemente, ma quando rientravo spettinata, abiti sporchi e stracciati, scarpe deformate, mi aggrediva; in special modo quando li guidavo tutti a nuotare al fiume dove l’acqua raggiungeva, al massimo, i diciotto gradi!
Ferite e bernoccoli erano all’ordine del giorno. Di domenica il papà mi faceva salire sull’organo della nostra bellissima basilica dove lui dirigeva il coro dei cantori, sperando che la figlia seguisse le sue orme o esercitasse i suoi ideali. Conoscendo la mia vivacità mi compensava con dei biscotti, ma io, invece di mangiarli, li sbriciolavo sulle teste dei fedeli sottostanti, i quali, inconsapevoli di quanto succedeva, andavano in sacrestia ad indicare lo sgretolamento del soffitto. Quando il papà intuì la cosa, non mi fece più salire sull’organo. Non usavo mai le scale per raggiungere il terzo piano dell’abitazione, ma mi arrampicavo sull’albero del giardino che dava sulla terrazza; puntualmente trovavo la mamma a ricevermi con imprecazioni, sberle, minacce, ma per me era una abitudine costante e irrinunciabile. Il papà un giorno mi regalò un paio di sandali con i cinturini “alla schiava” che indossavo con la mia gonna migliore e mi pavoneggiavo con i “seguaci” al seguito. La mamma sempre minacciosa e combattiva sentenziò che se li avessi rotti o persi non li avrei più riavuti. Papà, mio idolo e protettore, questa volta si alleò con lei, perciò fui minacciata molto pesantemente se avessi rovinato o perso le calzature. Per mia disgrazia e sfortuna il mattino dopo non li trovai: spaventatissima cercai, rovistai dappertutto… introvabili. Andai a scuola con le scarpe, seguita dallo sguardo truce della mamma che aveva intuito l’accaduto. Sperai in un miracolo e con la fede mi rivolsi alla Madonna, mi inginocchiai proprio nel punto, all’interno della basilica dove era apparsa e, a voce alta, dandole del tu, incurante dei fedeli che mi sentivano meravigliati, promisi di rinunciare a tutto quello che mi piaceva, compresa la salita sull’albero, purché avessi trovato i sandali. Più i giorni passavano più le minacce aumentavano, nessun miracolo (nonostante le tante preghiere) si avverò. Rimasi delusa, offesa e persi la fede. Decisi perciò di sciogliere i voti e ricominciai a fare tutto quello che mi piaceva compresa la salita sull’albero. Quasi rimasi folgorata … i sandali erano ai piedi dell’albero, riposti molto bene da me che, per non rovinarli, ero salita a piedi nudi. E la conferma fu che se non avessi fatto i voti li avrei trovati il giorno dopo senza chiedere l’intervento della Madonna; la fede già provata cessò del tutto. Per tanto tempo non pregai più, crescendo però ho cambiato idea e prego ancora; ma non credo più nei miracoli! Bruna Bombardieri, “Pensieri dal passato”. No ... non l'ho scritto io, ma quella bambina mi diverte molto. ![]() E’ il testo con cui una simpatica signora di Tirano ha partecipato al concorso “50&Più Fenacom” ottenendo una menzione speciale della giuria internazionale. ![]() |
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