Il progetto: sport gratis per i ragazzi
La sfida è questa: dare l’opportunità a tutti i ragazzi, anche e soprattutto i meno abbienti, di praticare sport gratuitamente. In cambio solo il loro impegno nella disciplina, anche verso l’agonismo. È questo il contenuto del protocollo d’intesa che unisce la Federazione italiana judo (Fijlkam), il Coni e la Polizia penitenziaria Gs Fiamme Azzurre in Valtellina. Il progetto è ideato e proposto da Maurizio Dura, direttore tecnico dell’associazione Asd Olympic judo, che opera a Piateda da due anni, oltre che delegato della Federazione di judo. Dura, ex poliziotto - che ha operato a Napoli proponendo questa iniziativa per togliere i ragazzi dalle strade, ma che si scontrato con la Camorra e le gelosie - ora vuole applicare questo esperimento anche in Valtellina. Certo in Valle non ci sono situazioni problematiche come nel Sud Italia, ma non tutti hanno le possibilità economiche per poter praticare sport. Ecco che entra in gioco questo protocollo d’intesa che cerca ora sponsor per poter proseguire (Aics paga le spese di affitto, gli insegnanti si prestano gratuitamente). «E’ un progetto ambizioso quanto difficile da portare avanti – afferma Dura -. Vogliamo dare la possibilità a tutti di far sport non pagando, mettendo a disposizione la professionalità e le conoscenze del Gruppo sportivo Fiamme Azzurre, dell’Aics e della Federazione. Da 25 anni mi occupo di judo che, però, resta una disciplina ancora poco conosciuta. Mi sembra bello pensare di poter dare ad un ragazzo la tuta, il suo borsone e l’opportunità di seguire un corso gratuitamente per poi integrarlo nel giro agonistico. Spesso si vedono giovani che non sanno cosa fare e che vanno di bar in bar ad ubriacarsi. Potrebbero appassionarsi a questo e fare gare, invece. Il ragionamento della Federazione e del Coni, in un momento di crisi di atleti, è quello di cercarne offrendo a loro un’opportunità. Poi non è detto che gli atleti trovino anche uno sbocco lavorativo, entrando a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre». L’iniziativa è partita già a Piateda, dove è nato il centro di avviamento allo sport giovanile. Per ora sono sei i ragazzi iscritti, ma naturalmente il corso è aperto a tutti gli interessanti. Tre gli insegnanti che si impegnano in maniera gratuita. «Il mio obiettivo – spiega Dura – è quello di estendere il progetto anche a Morbegno inizialmente, per poi arrivare anche a Chiavenna, che spesso viene trascurata dalle logiche provinciali, e Tirano e Alta Valle. Apriremo le iscrizioni a tutti, anche alle persone extracomunitarie, già adesso un giovane macedone è entrato a far parte del programma». L’iniziativa sarà presentata prossimamente alla presenza della nazionale italiana di judo.
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