Un Ponte di note fra armonie e novità
Gustav Leonhardt si è spento nel gennaio di quest’anno, ma il suo spirito e il suo ricordo aleggiavano a Ponte in Valtellina dove, sabato e domenica, sono stati proposti per la decima edizione di “Un Ponte di note” due eccezionali concerti per violino e cembalo con programma la Sonata integrale di Bach. Leonardt campeggiava sul manifesto e sui programmi di sala ritratto in una fotografia cui lui teneva molto, come ha svelato all’inizio del concerto il direttore artistico Natale Petruzio: «Gustav teneva 120 concerti all’anno, ma dei suoi concerti non parlava mai. Invece era orgoglioso di aver interpretato Bach nel film Cronaca di Anna Magdalena Bach». Come furono memorabili i quattro concerti che il gigante della musica antica regalò a Ponte, altrettanto degni di apprezzamento i due concerti che la biblioteca di Ponte (in collaborazione con Pro Valtellina, Cm di Sondrio, Comune e sponsor) ha proposto nel week end: al violino barocco la berlinese Annegret Siedel, direttore dell’orchestra Bell’Arte di Salisburgo, e al clavicembalo Brett Leighton, nato a Sydeny, residente in Austria dove insegna all’Università di Linz. Nel tardo pomeriggio di sabato il teatro comunale Piazzi ha registrato il pienone e domenica mattina quasi con spettatori venuti da Milano, Brescia, Vicenza e Chiavenna, dalla Svizzera, alcuni dei quali hanno seguito entrambe le esibizioni. In apertura un applauso per il chitarrista Stefano Grondana che il 23 ottobre riceverà il Cavalierato dalla Repubblica al merito dal prefetto di Sondrio.
Passando al concerto, le sei sonate di Bach per violino e cembalo non si sentono suonare facilmente, anche fuori provincia. Sono poche le istituzioni musicali che le propongono. «Si tratta di composizioni di grande bellezza formale, tecnicamente molto difficili, per quanto riguarda l’insieme, in quanto violino e cembalo devono dialogare in continuazione – spiega Petruzio -. Il clavicembalo non si limita a un accompagnamento, ma dialoga con il violino, ne imita la melodia, con un continuo contrappunto; il violino spesso accompagna la voce solista del cembalo con uno scambio continuo delle parti. Da qui scaturisce la difficoltà di esecuzione, gli interpreti devono dimostrare una maturità musicale notevole, per riuscire a governare tutto il materiale sonoro». Ebbene, detto questo, la Siedel – portamento elegante e dolce insieme - ha dimostrato una capacità rarissima per i violinisti, di ascoltare il clavicembalo, riuscendo a interagire, con grande sensibilità e intelligenza musicale. «Ha dato prova di una spontaneità di fraseggio – prosegue -, un suono chiarissimo e intonazione perfetta, il violino è stato pensato armonicamente e non melodico, come richiede la scrittura bachiana. Bravissimo anche Leighton nel sostenere con ritmo rigoroso e nell’assecondare le intuizioni musicali della Siedel».
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