Prasomaso: quale futuro?
Quale il futuro degli ex sanatori di Prasomaso sopra Tresivio? Domanda da un milione di dollari, si potrebbe pensare. Perché di quei luoghi ammalorati e in forte degrado, ancora non si sa che farne. Ma, soprattutto, non è facile trovare qualcuno che voglia intervenire.
Dell’argomento si è accennato anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Tresivio quando, in occasione dell’analisi delle osservazioni al Piano del governo del territorio, è emerso il parere della Provincia sulla «mancanza di specifica progettualità volta al riuso funzionale» del comparto, per riqualificare il quale l’ente suggerisce un ambito di trasformazione.
Precisiamo che nell’area sono presenti l’ex Alpina di circa 40mila metri cubi, la prima che si incontra, di proprietà di una società di Ferrara, e l’ex sanatorio Prasomaso, 70mila metri cubi, di proprietà di una società di imprenditori locali.
«La Provincia ha ragione, non abbiamo alcun disegno per ora – spiega l’architetto Silvano Molinetti che ha redatto il Pgt -. Non possiamo che confermare quei luoghi come sono, ma ciò è motivato dall’intento di dare snellezza ad un futuro progetto di recupero. Per poter recuperare i fabbricati, che stanno cadendo, servono 35 milioni di euro. Se anche avessimo messo un disegno preciso sarebbe stato attuabile? Su quell'intervento nessuno ha le idee chiare».
I due gruppi di minoranza, guidati da Giorgio Moretti ed Elio Della Patrona, hanno evidenziato «l’incoerenza di fare un Pgt senza piano», ma il sindaco, Fernando Baruffi, è stato chiaro. «Babbo Natale non passa di sicuro di qui», ha detto Baruffi ad indicare l’impegno per il recupero di Prasomaso.
«La bonifica dall’amianto, che sarebbe stato pericoloso per la salute, dell’ex Alpina è fatta due anni fa dopo numerose segnalazioni e denunce. Mi sono rivolto a tutti per riuscire a farla e alla fine siamo riusciti a coinvolgere gli imprenditori locali che si sono mossi con i proprietari e hanno fatto la bonifica in cambio di edifici satelliti che saranno in futuro sistemati – spiega Baruffi -. Sia l’ex Alpina che Prasamaso sono in degrado, il tetto fa acqua, il muro dentro sta marcendo. Abbiamo scritto recentemente ai proprietari per segnalare il pericolo dell’ex Alpina, ma più che mettere le transenne, altro non si riesce a fare. Quando è venuto qualcuno interessato al recupero ma ha visto volumi, è scappato. Per non parlare della parte economica. Tutti indietreggiano». Secondo il sindaco unico sviluppo possibile per Prasomaso è quello turistico o sociale sanitario. «Siamo disponibili ad un intervento pubblico privato, ma per poter dare maggiori opportunità al territorio dobbiamo lasciare le maglie larghe e un’apertura a pluralità di interventi e proposte».
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