Aprica banco di prova del digitale terrestre
Le montagne di Aprica banco di prova del digitale terrestre: ci si è spesso chiesti se sia valsa la pena di passare al digitale terrestre: dover acquistare un nuovo televisore, oppure almeno un decoder per far funzionare quello vecchio; dover risintonizzare il tutto, sperando che il vecchio impianto d’antenna ce la faccia; aver a che fare con un digitale dove se le immagini arrivano sono di ottima qualità, ma se arrivano male lo schermo resta buio, quando invece con la vecchia tv analogica qualcosa, anche malamente, si riceveva sempre. Ecco, ne è valsa la pena?
Il progetto editoriale “Le Televisioni impossibili” lanciato sulla rivista “Broadcast & production” vuole rispondere a questa domanda dimostrando che col digitale terrestre si possono ricevere immagini televisive di ottima qualità tecnica anche dai punti più inaccessibili delle nostre Alpi mettendo in luce, nel contempo, l’elevata affidabilità e maneggevolezza degli strumenti di misura necessari a tali rilevazioni.
Una squadra di spericolati tecnici televisivi alpinisti, armata di recentissimi strumenti di ridotto ingombro e peso, quali antenne di misura, relativi treppiedi e analizzatori tv, dopo aver esplorato le Alpi valdostane e liguri, lo ha fatto ora anche sulle Alpi valtellinesi, meta il monte Palabione che domina il passo dell’Aprica.
È un luogo che quaranta anni fa vide altri tecnici televisivi, quelli delle squadre di ripresa esterna della Rai, smontare un intero pullman attrezzato e far salire sui seggiolini della funivia di allora i pesanti apparati di quei tempi (telecamere, controlli camere, monitori, mixer), rimontando una regia televisiva collegata in ponte radio con le reti Rai, lassù, sulle nevi sotto la cima del Palabione, per far godere agli spettatori le riprese di una gara nazionale di sci che, per mancanza di neve, non poteva arrivare fino al passo. Nei giorni scorsi una squadra tecnica, composta da Davide Moro, responsabile del progetto editoriale, dai tecnici Agostino Bolzoni e Vincenzo Potertì, con l’aiuto di Franco Visintin, che visse con la Rai la vicenda delle riprese di quaranta anni fa, e la guida di Giorgio Polatti del Soccorso Alpino di Aprica, ha raggiunto la cima del Palabione – ancora innevata - per rilevare con sofisticati strumenti quanto è ricevibile da lassù sul digitale terrestre controllandone nel contempo la qualità tecnica. I dati conseguiti saranno oggetto di comunicazioni in future incontri tecnici.
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