Villa: Imu alle stelle per Enel
Per far quadrare il bilancio l’amministrazione comunale di Villa di Tirano ricorre all’Imu, portando allo 10 per mille il valore delle categorie in cui sono compresi le centrali idroelettriche e i grossi comparti commerciali. Una decisione molto contestata in consiglio dalla minoranza Pdl Lega che ha parlato di «incertezze comunali nel contesto dell’incertezza generale» legata all’imposta che sostituisce l’Ici.
«La normativa dell’Imu – ha spiegato il sindaco, Giacomo Tognini - deve essere applicata in via provvisoria con un valore del 4 per mille (0,4 per cento) sulla prima casa, del 7,6 per mille per le altre destinazioni d’uso, del 2 per mille (0,2 per cento) per i beni strumentali degli imprenditori agricoli, a meno di un’esenzione per questi ultimi ancora ufficiale. Solo il gettito della prima casa resta nelle casse del Comune, di tutte le altre categorie la metà deve essere versata allo Stato. Nel calcolo della nostra situazione dell’Imu (prima l’Ici era al 5 per mille) applicando la tariffa base sull’Imu verremmo ad avere un’entrata eccedente di 116mila euro rispetto all’Ici di prima. Questa somma verrebbe decurtata dal trasferimento dello Stato al Comune. Quindi per andare a coprire l’esigenza della formazione del bilancio, abbiamo deciso che queste tariffe base non possano essere sufficienti a coprire il bilancio di previsione».
Per recuperare il gap l’amministrazione propone al 10 per mille (l’1 per cento) la categoria “D” andando a “colpire” le aziende idroelettriche (e, dunque, Enel Greenpower che una centrale sul Poschiavino) e i grossi complessi produttivi commerciali. Restano invariate, invece, le altre con il 4 per mille per l’abitazione principale, il 7,6 per mille per i restanti fabbricati e l’1 per mille (rispetto al 2 per mille della normativa) per i beni agricoli.
A settembre quando ci sarà la scadenza effettiva con la prima casa, Villa potrà rivedere la delibera con cui ha definito le aliquote. Aumentando del 2,4 per mille solo la categoria cosiddetta “D”, si otterrebbero 137mila euro rispetto ai 116mila euro che lo Sato toglierebbe dai trasferimenti. «L’Imu colpisce fortemente tutti i residenti che si renderanno conto quando metteranno mano al portafogli – ha commentato il sindaco -. Per i cittadini è una salassata. Il Comune non può che fare l’esattore, dunque l’orientamento è di fare pagare chi può».
«Siamo di fronte ad una normativa ancora in evoluzione – ha replicato il capogruppo di minoranza, Francesco Tognoli -, perché dobbiamo approvare una cosa dubbia? L’unico motivo è quello di far quadrare il bilancio? Mi sembra assurdo».
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