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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 28-07-10, 13:40   #1
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Predefinito Mercatini? Troppo caro partecipare

Si leva la protesta da parte di un gruppo di ambulanti frequentatore dei mercatini organizzati dai Comuni per animare la “movida” (non solo giovanile) estiva in città e nei paesi; sotto accusa le quote di partecipazione ai mercatini che variano dalle 30 alle 50 euro per serata, con pagamenti anticipato. Troppo secondo una decina di ambulanti che ha così deciso di non essere presente a “Sondrio Estate”, mentre ha contrattato con gli uffici comunali di Tirano per ottenere una cifra forfettaria per tre serate (23, 30 luglio e per “Tiranotte” in programma il 20 agosto).
«A Sondrio ci sono state chieste 30 euro per ogni serata – spiega Renata Parolo della mieleria Moltoni di Villa di Tirano, 400 alveari dalla Valfontana fino allo Maremma toscana, una produzione di miele che può arrivare a 200 quintali all’anno - con pagamento anticipato e se la serata salta per la pioggia ci perdiamo pure. Non ci sembra giusto, così fra ambulanti ci siamo sentiti e accordati di boicottare la manifestazione a Sondrio. Nel caso di Tirano, invece, siamo stati chiamati per le tre serate estive con la proposto di un costo di 30 euro per luglio e addirittura 50 euro per la notte bianca di agosto. Uno sproposito. A quel punto mi sono fatta portavoce delle istanze dei colleghi (nel gruppetto gravitano venditori di miele, pezzotti, pietra ollare, oggetti di antichità e antiquariato, monili) e risposto che se non avessero abbassato il prezzo avremmo boicottato la nostra presenza. Gli uffici tiranesi ci hanno ricontattato e offerto di pagare 50 euro per tutte e tre le serate». Un risultato importante per il “gruppo”, visto che «attiriamo gente in piazza e proponiamo assaggi – aggiunge Parolo -. La nostra presa di posizione, vorrei a precisare, non è dettata dal fatto che non vogliamo partecipare alle iniziative comunali, anzi. E’ solo perché la crisi vale per tutti, anche per noi ambulanti». Parolo cita, al contrario, il caso della festa di S. Tomaso a Tresivio dove la presenza delle bancarelle era gratuita oppure la stessa Sondrio dove per qualche anno non era stato chiesto alcun versamento.
Daniela Toppi di Arigna, venditrice di tipici pezzotti, rincara la dose: «Non è che non si voglia pagare niente, ma il giusto. Bisogna capire che la nostra presenza fa comodo anche al Comune. A Sondrio, da quando viene organizzata “Sondrio Estate” abbiamo sempre partecipato per 3 o 4 ore il giovedì sera, ma non si lavorava molto. Dunque a maggior ragione il costo è alto. Differentemente a Chiesa in Valmalenco ci sono stati chiesti inizialmente 30 euro, poi si è scesi a 25 euro, ma lì è tutta un’altra cosa, perché vendiamo bene». Anche Toppi rimarca la differenziazione fra Comune e Comune, «alcuni non vogliono niente, organizzano i mercatini per creare un diversivo. A Tresivio non paghiamo e pure ci offrono il pranzo».
Insomma un panorama diversificato in valle quello dei mercatini, che pure piacciono alla gente – soprattutto villeggiante - desiderosa di trovare il prodotto tipico, a km 0 tanto per usare una formula ora di moda. Eppure gli ambulanti o, come vengono chiamati, gli hobbisti chiosano: «Non vogliamo essere pagati, ma neppure sfruttati».

Non ci sta alle proteste di un gruppo di ambulanti l’assessore al Commercio del Comune di Sondrio, Francesco Ferrara, che risponde con numeri e dati. In primo piano ci sarebbe la questione della quota di partecipazione ai mercatini di Sondrio, troppo alta per gli hobbisti che – a loro dire – non avrebbero neppure floridi incassi. «A Bormio si chiedono 50 euro al giorno e, una mattina in cui ci sono stato, non ho visto grande movimento, al massimo 15 visitatori che potevano essere anche gli stessi ambulanti. Lo stesso si dica per l’affluenza a Chiesa, a Sondrio invece facciamo 25mila persone a sera. Mi pare che già questo dato faccia la differenza». Ma Ferrara va oltre, perché «i prezzi – dice – vengono ragionati in giunta e altrove, con intelligenza». In Lombardia si chiedono dai 70 ai 150 euro come quota di partecipazione ai mercatini, a Chiesa fra le 24 e le 30 euro al giorno, a Bormio 50 euro, nel capoluogo di Sondrio 25 euro (più Iva) per una giornata con la garanzia di un giro di migliaia di persone e dei servizi offerti. Che sono, nella fattispecie, «l’affidamento ad una cooperativa – prosegue l’assessore - che viene nei magazzini comunali a prendere bancarelle nuove e vecchie, griglie, sedie – perché diamo due sedie per bancarella -, transenne se necessarie e utili, energia elettrica gratuitamente, lampadari – perché ogni bancarella ha la sua illuminazione. Provvediamo al montaggio e smontaggio e tutto questo per 25 euro. Credo che i soggetti che si lamentano, e immagino chi possano essere perché li ho incontrati, debbano sapere che l’acquisto delle nuove bancarelle è costato 20mila euro e che noi siamo l’unico Comune in provincia che spende 1.200 euro ogni volta per il montaggio e smontaggio. Con i soldi che l’amministrazione ha potrebbe fare un tot numero di giorni di mercatino, se invece c’è il contributo degli hobbisti i giorni salgono». A parte il fatto che «mugugnare è lo sport nazionale - secondo l’assessore e commerciante egli stesso -, se le aziende non lavorano e non guadagnano forse dovrebbero guardare le merci esposte sul loro banchetto. Immagino chi siano le persone che si sono lamentate e, se sono quelle che penso, allora – mi si scusi la franchezza – non si è sentita la loro mancanza quest’estate».
«Questa è un’iniziativa di promozione commerciale dove la città mette a disposizione un palcoscenico importante per gli operatori che possono far conoscere i loro prodotti. Far pagare un contributo serve a parziale copertura delle spese e ci dà la garanzia delle presenza degli ambulanti». Così l’assessore al Commercio del Comune di Tirano, Stefania Stoppani, in merito alla polemica, sollevata da un gruppetto di venditori ai mercatini, sull’eccessiva quota di partecipazione alle iniziative serali.
Nel caso di Tirano Stoppani precisa che «c’è un costo per sostenere il quale si chiede una piccola quota di partecipazione a commercianti, esercenti e anche agli ambulanti. Un prezzo molto modesto visto che per “Benvenuta estate” si trattava di 25 euro per due serate, per “Tiranotte” (il prossimo 20 agosto) 25 euro per una serata. La quota serva almeno a parziale copertura delle spese di allacciamento della corrente elettrica, per i vigili e i volontari della Protezione civile che aprono e chiudono le strade, per la massiccia opera di comunicazione e promozione che precede l’evento. Insomma è un contributo a fronte di un grosso sforzo economico messo in pista dagli organizzatori», che, nel caso abduano, sono Comune, consorzio turistico Terziere Superiore, Pro loco e Unione Commercio. «Per “Tiranotte” che ha un giro di 15mila persone la quota è di 25 euro come detto, mentre per “Benvenuta estate” una sera costa poco più di 12 euro. Non credo che si coprano con queste cifre neppure il costo dell’allacciamento. E poi la quota impegna l’operatore ad essere presente e ciò è importante per chi organizza».
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