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Al nos dialét Le poesie in dialetto Valtellinese

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Vecchio 01-09-08, 07:35   #1
Luisa
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Predefinito memoria storica abriga 40 - commento poesia setèmbar

Memoria storica abriga 40
Commento alla poesia del mese – setèmbar -–

Non vogliamo lasciar passare il settembre, senza un tuffo, come da consuetudine, nell’ambiente della mia infanzia, anni 40, per dare una idea di come viveva la nostra gente questo periodo.
Ritroviamo l’Aprica di quel tempo in piena attività, ma diversa di quella d’oggi. L’ondata turistica è passata e la gente sembra ritirarsi entro l’area del proprio ambiente; quelli di San Pietro oltre il piano; quelli di Mavigna sembrano persi entro le loro grandi case vuote. Solo i bambini, con l’inizio delle scuole, si trovano tutti insieme (finalmente), uniti nella struttura scolastica, denominata “palazzo”, non solo per l’imponente caseggiato, ma per le moderne innovazioni, come gabinetti, acqua corrente, riscaldamento ecc… quando le case ne erano ancora prive.
L’attività contadina, che del resto non era stata ostacolata dall’afflusso turistico, vive la sua massima attività come in una specie di vendemmia, per il raccolto dei prodotti del campo che si susseggue a ritmo prestabilito con: segale, grano saraceno, orzo, ecc…Prodotti che richiedono una certa cura col tagliare, fare i covoni, portarli a casa e seguire una certa procedura per separare il grano dalla paglia, lavoro che fanno nelle haie in una atmosfera festosa. Il grano poi, veniva riposto in sacchi e, all’occorrenza, portato al mulino per essere macinato.
Con la segale facevano il pane al forno comune; con il grano saraceno polenta, pizzoccheri ecc. con l’orzo, parte minestra e parte tostato, lo usavano per il caffè.
Frammezzo c’era anche il secondo sfalcio dei prati in Val Belviso (al risif) e poi arrivava il momento di estrarre le patate. Il prodotto della terra più importante alle nostre latitudini, in quanto doveva sfamare la gente nella miseria e ingrassare il maiale.
E da ultimo arrivava anche il tempo del terzo sfalcio, (tersöl) Un erba alta poco più di una spanna che cresceva attorno alle case e serviva per mettere nel pasto del maiale.
Luisa Moraschinelli/Aprica settembre 2008
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