Pollice su per Pattuglia orobica
Quarantun squadre e più di 120 persone domenica scorsa alla quarta edizione della “Pattuglia Orobica”, raduno scialpinistico aperto a tutti tenutosi a Piateda per organizzazione della Pro loco in collaborazione con amministrazione comunale, alpini, GS Boffetto, Polisportiva Albosaggia, sponsor e volontari. La formula, appositamente pensata per richiamare la filosofia originaria dell’andare in montagna aiutandosi e facendo affidamento sui propri partner, prevedeva che ogni equipe, composta da tre persone, procedesse legata così da omologare il passo dei vari componenti. Il tracciato seguiva la strada innevata ed immersa nel silenzio della natura verso le Piane, per poi continuare con un breve tratto a inversioni nei prati dopo le prime baite. Giunti in cima ai prati gli atleti, dopo il cambio pelli, gli atleti sono ripartiti per la discesa fino al traguardo posto davanti al rifugio degli Alpini. I più allenati, invece, sono scesi fino alle prime case per poi risalire anch’essi fino al rifugio per il rinfresco. La giornata è poi proseguita con il pranzo e le numerose premiazioni non solo per le pattuglie più veloci, ma soprattutto per quelle più “regolari”. Sono state infatti premiate le dieci squadre che più si avvicinavano al tempo segreto stabilito dalla giuria. La squadra veloce è stata quella della Polisportiva Albosaggia composta da Boscacci Graziano, Andrea Morelli e Francesco Leoni. Al femminile invece Debora Contrio, Giulia Gherardi e Roberta Fomiatti. Altri premi sono inoltre andati al più giovane Luca Vanotti, classe 2003, ed al più vecchio Leonardo Guerrini, classe 1945.
«La cosa più straordinaria però è stata vedere gruppi persone di tutte le età e generi – dice la Pro loco - salire insieme, faticando e aiutandosi vicendevolmente, “vivendo” la montagna attraverso lo sci alpinismo. In un’era in cui tutto ci viene dato subito e troppo facilmente questo sport ci insegna che per raggiungere una meta servono impegno e costanza e ci dà la possibilità di godere e conoscere la vita all’aria aperta. Un ringraziamento quindi a tutti coloro i quali hanno partecipato a questa giornata e l’hanno resa possibile comprendendone lo spirito sportivo, seppur a livello amatoriale».
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