L’offerta sul piatto è quella di una consulenza gratuita offerta da Tecnici senza barriere per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei paesi, eppure a due mesi dalla presentazione del progetto Valtellinaccessibile, solo 12 Comuni su 78 della provincia di Sondrio hanno stretto una convenzione per garantire il proprio impegno in tal senso (oltre alle associazioni di categoria: artigiani, commercianti, industriale e agricoltori). Essi sono: Buglio in Monte, Campodolcino, Chiavenna, Chiuro, Dubino, Montagna, Piateda, Ponte in Valtellina, Sondrio, Talamona, Teglio e Valdidentro.
Da qui l’appello di Valtellinaccessibile – che unisce Uildm, Tsb, Anmic – alle amministrazioni comunali con le quali «sarebbe più importante sottoscrivere una convenzione – spiega Stefano Della Nave Spini e il progettista di Tsb Walter Fumasoni -. Sono infatti gli uffici tecnici comunali, che rilasciando i visti per i nuovi progetti, possono impedire la formazione di nuove barriere architettoniche. Inoltre la collaborazione di un Comune è necessaria per il miglioramento degli spazi pubblici, come marciapiedi, parchi e quant’altro. Cardine di Valtellinaccessibile è l’offerta a titolo completamente gratuito di consulenza, progettazione e disbrigo di tutte le pratiche burocratiche per l’eliminazione di barriere architettoniche. Il servizio viene offerto alle famiglie che si trovano a dover affrontare problemi di disabilità ma anche a tutte le strutture di qualsiasi categoria che intendano rendere accessibile il proprio spazio fisico, oltre che ad enti privati e pubblici».
In attesa di aprire uno sportello fisico a Sondrio dove le persone interessate potranno avere un contatto diretto con i volontari dell’associazione, per ora luogo di incontro virtuale è il sito
www.valtellinaccessibile.it: nella sezione area tecnica sono disponibili, divisi per tipologia di utente, dei form compilabili attraverso i quali richiedere i servizi offerti.
Per il futuro Valtellinaccessibile si è posta degli obiettivi da affiancare a quello che resterà il fulcro del progetto: l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle case delle famiglie. «Per l’anno 2014, sperando magari in un aumento dei volontari coinvolti – proseguono -, si vorrebbe coinvolgere le altre associazioni di volontariato nel progetto per creare una rete che riesca a raggiungere tutte le persone e le famiglie che potrebbero necessitare dei servizi, creare un simbolo, anche in forma di adesivo, da assegnare alle strutture pubbliche e commerciali accessibili. In seguito a questo, quando il numero degli edifici sarà tale da permetterlo, realizzare una guida provinciale delle strutture e degli itinerari accessibili».