La "Porta di Sondrio" ad Antonia Campi
La Città di Sondrio dona alla designer Antonia Campi la “Porta di Sondrio”. Un premio alla carriera che è molto di più: un desiderio di riavvicinamento fra l’artista che a Sondrio è nata e che, con la famiglia, è stata allontanata ai tempi del Fascismo.
La cerimonia di consegna dell’opera d’arte, una breccia in un muro, è avvenuta venerdì sera alla presenza dell’artista stessa e del nipote fotografo in chiusura della mostra che la fondazione del Credito Valtellinese ha organizzato in questi mesi e che ha riportato in Valle la Campi, oggi novantenne, con il suo estro e la sua classe.
«La Città di Sondrio e il Comune hanno pensato a questo premio come ricostruzione di un rapporto con Campi che è nata e ha fatto i primi studi a Sondrio – spiega l’assessore alla Cultura, Marina Cotelli -. Il padre, che era ispettore agrario, è rimasto senza lavoro e così la famiglia se n’è andata. La casa poi è stata venduta. Oggi con questo premio vogliamo dire a Campi bentornata in una città che ha allontanato lei e la sua famiglia in un periodo brutto per la storia del nostro Paese».
Un nuovo inizio sancito con la “Porta di Sondrio”, una ceramica artistica realizzata da Antonella Ravagli di Faenza. Si tratta di una terracotta che rappresenta una breccia nelle mura della città come se le mura si fossero riaperte per accogliere nuovamente Antonia Campi, mentre l’incisione del nome di Sondrio arricchisce l’opera. Durante la consegna sono stati letti anche i messaggi inviati dal museo internazionale della ceramica di Faenza e dall’associazione italiana città della ceramica.
La cerimonia è avvenuta in chiusura della mostra, inaugurata a fine settembre, “Le ceramiche di Antonia Campi. Geometrie impossibili” curata da Anty Pansera e Mariateresa Chirico che ha messo in luce la passione e la rabdomantica capacità che l'artista ha nello scegliere, impastare, fecondare le argille con cui crea e anima le sue opere. «La mostra ha avuto una buona affluenza di visitatori – spiega la direttrice della fondazione Credito Valtellinese, Tiziana Colombera, che ha organizzato l’evento artistico -. Molto graditi sono stati anche i laboratori per i bambini curati dal Museo di Sondrio. La mostra si è chiusa ieri e ora sarà portata al Museo diocesano di Milano a dimostrazione di quanto meriti questo personaggio del design italiano e internazionale».
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