Quando le persone semplici fanno cose "grandi"
Emozione a fior di pelle, una lacrima di commozione e quel sentimento vivido e pulsante di attaccamento al proprio paese, alla propria gente, semplice e volonterosa, che ha tanto dato per Ponte e la comunità. Lo si percepiva chiaramente, nel tardo pomeriggio di sabato, a Ponte in Valtellina dove con una cerimonia partecipata è stata inaugurata una via a Bruno Fanchi, maestro della Società Filarmonica per oltre tre decenni, deceduto a 65 anni il 9 settembre 1992. Così a venti anni dalla sua scomparsa qualche giorno fa si è tenuto l’intenso concerto nel cortile delle Prigioni di Ponte e sabato, in occasione della festa patronale, un momento per così dire istituzionale con la dedica di una via dove il maestro Fanchi abitava con la famiglia. «Oggi intitoliamo una via a Bruno Fanchi – ha detto il sindaco, Franco Biscotti -, ma non sarà l’unico caso in paese. Ci sono alcune situazioni da sistemare e vogliamo intitolare vie a persone “normali” che però hanno fatto del volontariato la linfa della propria vita. Di Fanchi ricordiamo la dedizione e la passione per la musica che ha voluto trasmettere anche ai giovani, ma anche l’introduzione delle donne nel corpo musicale. Il suo lavoro ero quello di contadino, ma la banda per lui era diventata quasi una seconda attività, tanto che come maestro ha operato anche in altri Comuni della provincia di Sondrio». Marta Della Briotta, presidente della Filarmonica – prossima ai 150 anni di attività, 34 componenti fra cui alcuni giovani e una decina di allievi – ha ricordato lo spirito del maestro Fanchi: «Negli anni Settanta ha tenuto, insieme ad un altro socio, un corso musicale triennale sovvenzionato dal Ministero della Istruzione. Tutto quanto aveva guadagnato lo aveva donato alla banda. Lui era così».
La via intitolata a Bruno è quella dove è nato e cresciuto ed un modo anche per i giovani per ricordare chi ha fatto del bene per il paese. Peraltro il sindaco ha ricordato le borse di studio che, da alcuni anni, il Comune elargisce ad uno degli studenti che frequentano la masterclass estiva di chitarra. Una passione, quella musicale, che Bruno ha trasmesso anche al figlio Augusto, che oggi dirige la banda e che sabato, con particolare emozione, l’ha accompagnata nell’Inno d’Italia dopo il taglio del nastro della via affidato alla moglie di Bruno, Franca Sertore, e ai nipoti Filippo e Greta. Pur con la voce altalenante per l’emozione, Franca ha voluto prendere la parola per ringraziare Comune, banda e alpini: «Sono felice e orgogliosa di questa scelta – ha detto – perché mio marito era una persona speciale e ho capito che non sarà mai dimenticato dal suo paese. Il primo mezzo che passerà sulla via sarà la nostra “Mercedes” ovvero il Landini (il trattore, nda) con cui 50 anni fa io e Bruno andavamo al cinema». Detto, fatto. Franca alla guida del trattore ha inaugurato ufficialmente la strada fra gli applausi dei pontaschi.
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