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Il paesaggio "costruito"
Si è concluso con l’ottavo appuntamento in aula, l’iniziativa di formazione “Il Paesaggio Costruito”, realizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con la Fondazione Luigi Bombardieri. Finalizzato a rafforzare la sinergia tra paesaggio, tradizione e identità locale, il corso si inquadra nell'ambito delle attività realizzate dal Distretto Culturale della Valtellina. Un piano triennale che, inserito nel più ampio progetto Distretti culturali promosso e cofinanziato da Fondazione Cariplo, intende dare vita, attraverso una pluralità di interventi sinergici, alla valorizzazione del patrimonio culturale locale come volano di sviluppo socio–economico.
Questa attività formativa, pensata per promuovere una coscienza diffusa del valore del paesaggio e per incoraggiare l'equilibrio fra azione dell’uomo e territorio, è inclusa nell'azione denominata “Paesaggio e beni culturali civili”. Una delle linee di intervento messe a punto dal Distretto Culturale per favorire nella popolazione maggiore conoscenza del proprio patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico e per perseguire la creazione di un unico sistema di formazione e di aggiornamento destinato a target diversificati. Dagli allievi agli insegnanti di ogni ordine e grado di scolarizzazione, dai tecnici professionisti sino al più ampio pubblico.
Alla luce di questi importanti obiettivi, il corso “Il Paesaggio Costruito” ha puntato alla valorizzazione dei beni culturali civili presenti nel territorio provinciale, a rafforzare una consapevolezza dell’importante patrimonio storico-artistico e architettonico e alla necessità di valorizzarlo e tutelarlo. Intenti che la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e la Fondazione Bombardieri perseguono da alcuni anni, da quando nel 2006 era stato proposto, con altrettanto successo, il corso “Conoscere il Paesaggio”, nella convinzione che l’ambiente e le ricchezze che lo rappresentano hanno un significato valoriale e civile da promuovere soprattutto per le giovani generazioni. Più di cento le persone che si sono iscritte – principalmente insegnanti, operatori culturali, accompagnatori turistici, architetti -, e che hanno partecipato con costanza ed interesse alle 16 relazioni monografiche di esperti e alle tre visite guidate previste dal programma. La tematica, vastissima, è stata proposta seguendo un ordine cronologico, dopo le due relazioni introduttive, l’una su “Paesaggio quale catalizzatore dello sviluppo sostenibile” del dr. G. Sala che ha posto la riflessione su come i beni ambientali e culturali possano essere anche motori di un rinnovato sviluppo territoriale socioeconomico presentando diversi esempi di aree dimesse recuperate, e l’altra del prof. Annibale Salsa sull’importanza di considerare come la nostra casa, l’ambiente con cui ci poniamo in relazione, non riconducibile ai soli aspetti naturalistici, ma come paesaggio costruito, riferibile pertanto alle identità individuali e sociali, per cui diventa fondamentale la capacità di “riconoscersi” al suo interno, di interiorizzarne i significati, di stabilire con esso relazioni di empatia emotiva.
Dodici sono state le relazioni monografiche sui principali aspetti caratterizzanti il paesaggio valtellinese tenute da qualificati esperti e docenti universitari. Si è parlato di incisioni rupestri e dei segni dell’uomo preistorico con Mons. Mario Simonelli, dell’insediamento di versante tipico della cultura alpina con Dario Benetti, delle cave e miniere con Sergio Guerra, delle vie storiche e le infrastrutture per le comunicazioni con la prof. Cristina Pedrana, di forti, trincee e costruzioni militari con Nemo Canetta, di torri e castelli con Guido Scaramellini, di palazzi e dimore signorili con Francesca Bormetti, delle strutture dell’accoglienza, quali xenodochi e alberghi della posta, con il dr. F. Dal Negro, dell’ambiente dell’alpinismo e dei rifugi con Flaminio Benetti, dell’architettura del paesaggio idroelettrico con la prof. Ornella Selvafolta, di terme e sanatori con la prof. Luisa Bonesio, del paesaggio della contemporaneità con Leo Guerra.
Il corso è stato coordinato dalla dr.ssa Cinzia Franchetti, responsabile della Formazione della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, la quale ha presentato i numerosi contributi scientifici, sociologici, storico-artistici ed architettonici proponendo una continuità discorsiva e riportandoli a una complementarietà attorno al tema del valore del paesaggio come sfida nel saper trovare il punto di equilibrio fra natura e presenza attiva dell’uomo. “Si è trattato di un’azione orientata espressamente a fornire la conoscenza storico-culturale e gli strumenti interpretativi del territorio da parte degli stessi residenti. Una maggiore conoscenza può rafforzare, infatti, la capacità degli abitanti di riconoscersi meglio e di restituire alla comunità e agli altri l’orgoglio di un’appartenenza consapevole”.
Il corso della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese è solo la prima mossa lungo la strada tracciata dal Distretto Culturale della Valtellina. Previsto, infatti, anche un momento di elaborazione da parte degli Istituti Scolastici valtellinesi che verranno invitati, dal prossimo anno, a partecipare a un bando di concorso sulla redazione di una guida turistica. Tutti i contenuti del corso verranno infine pubblicati e distribuiti gratuitamente ai partecipanti, a scuole, biblioteche ed enti pubblici.
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