Benzina costa più della pasta
«Fra rincari del prezzo del carburante e Imu, per il settore agricolo la situazione è devastante»; non vuole fare allarmismo, ma è preoccupato il presidente di Coldiretti, Alberto Marsetti. E i dati parlano da soli: il prezzo del pieno per una automobile media (50 litri) ha superato i 90 euro per effetto dell’aumento del prezzo della benzina del 17,4% in un anno e la situazione è ancora più pesante per il gasolio destinato all’autotrasporto che è rincarato del 25,2%, con il costo familiare per trasporti, combustibili ed energia elettrica che ha superato quello per alimenti e bevande.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al nuovo record raggiunto dal costo dei carburanti con il prezzo di un litro di benzina che ha, infatti, scavalcato abbondantemente anche quello di un chilo di pasta o di un litro di latte fresco.
«In un Paese come l’Italia dove l'88% dei trasporti commerciali avviene per strada il record dei prezzi dei carburanti – sottolinea la Coldiretti - ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione». Benzina, trasporti e logistica incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura e, solo nelle campagne, il caro gasolio ha provocato un aggravio di costi stimabile in 400 milioni di euro su base annua. «A subire gli effetti del record nei prezzi – fa sapere Coldiretti - è però l'intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole».
Il presidente Marsetti è perplesso e preoccupato: «Noi stiamo già vendendo in molti casi sottocosto e questi rincari ci stanno mettendo in ginocchio. Nella nostra realtà molte aziende in questi anni hanno investito capitali per modernizzarsi e rendersi più efficienti, ma con quanto sta accadendo si rischia che un settore vada a scomparire. A beneficio di chi, mi chiedo?». Ed entrando nel particolare fa un esempio: «L’Europa ha liberalizzato le tasse sull’importazione dal Marocco che ha una produzione trattata con l’insetticida DDT, che da noi è bandito da anni. Gli italiani sono cittadini dell’Europa oppure no? Intendo dire che se si vuole liberalizzare, allora le stesse regole valgano per tutti. Chiediamo che l’agricoltura sia considerata al pari degli altri settori, anche perché a differenza di questi settori, noi non possiamo delocalizzare l’attività che è legata al territorio».
Marsetti, nel commentare quanto sta avvenendo su scala nazionale che si ripercuote naturalmente a livello locale, dice che è difficile suggerire soluzioni: «Non servono appoggi, ma coerenza nei trattamenti. La crisi investe tutti, ormai è risaputo. Ma occorre capire che la “finanza virtuale” è finita, bisogna investire su qualcosa di concreto, sul settore primario che tale rimarrà sempre e su cui bisogna puntare».
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