Edicolante in pensione, finisce "un'epoca"
Di ricordi e aneddoti da raccontare ne ha davvero tanti in questi 41 anni di attività di cartolaia, di cui 36 di edicolante; e ora che se n’è andata definitivamente in pensione, non le par vero di non alzarsi più alle 5 di mattina per essere pronta alle 5,30 in negozio.
Luisa Bissi, 65 anni di Tresenda, è ormai l’ex edicolante della frazione tellina. La sua licenza è stata assunta da Paolo Battaglia che ora si è trasformato in edicola – alimentari e prodotti per la pulizia della casa e che si trova poco più in su dello storico negozio di Bissi, in via Nazionale sulla statale. Da qualche giorno fa un po’ di tristezza vedere le serrande abbassate. «Non lo dica a me – ammette Luisa -. Mi manca già il negozio, ma non potevo più andare avanti». Già l’anno scorso la signor Bissi aveva avuto dei problemi di salute e il negozio era rimasto chiuso per un po’. Poi i famigliari glielo avevano rinnovato e lei, una volta guarita, è tornata in pista. Con la sua immancabile sigaretta, bisogna dirlo, senza la quale proprio non riusciva a stare, nonostante i rimbrotti di chi le vuole bene.
«E così ora ho dovuto chiudere questo capitolo della mia vita. Ero andata in pensione già nel 2005, ma poi avevo proseguito fino ad adesso. Cosa farò? Non so bene. Mi dedicherò alla casa. Non mi sono sposata, non ho figli né nipoti… ». Ma ha tanti amici. I suoi affezionati clienti che, quando hanno saputo della chiusura, le hanno espresso il loro dispiacere e l’hanno ringraziato per quanto fatto in questi anni. Difatti per Bissi i ricordi più belli sono quelli del rapporto instaurato con i suoi clienti: «simpatici, educati, sempre con la battuta per strappare un sorriso alla mattina». E poi ci sono i ricordi più brutti, a volte dolorosi. Come quelli del 22 maggio 1983 quando una frana causò 18 morti a Tresenda e quello dell’altra frana, il 26 novembre 2002, che provocò ingenti danni. «Nell’83 non ho avuto problemi alla mia attività, salvo i 15 giorni di chiusura, ma pesa ricordare. Ne ho viste di tutti i colori… Nel 2008 ho subito un furto nel negozio. Uno è entrato e mi ha detto: “Ciao bella signora” e così, pur senza violenza ma con determinazione, si è fatto consegnare 650 euro della casse e il libretto al portatore con 200 euro. Almeno questo sono riuscita a recuperarlo. Come non ricordare ancora quando la vetrina è andata in mille pezzi? A quanti incidenti ho assistito dalla mia vetrina, quante lamentele ho raccolto in questi anni contro questa strada poco sicura. Al nuovo edicolante? Auguro in bocca al lupo per tutto. Questa professione l’ho amata».
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