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Vecchio 31-07-10, 01:35   #1
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Predefinito Il trombettista Fresu a Sondrio

Giornata clou sabato 31 luglio per la rassegna Ambriajazz 2010 che si “trasferirà” proprio nella terra madre del festival: Ambria, la piccola località montana di Piateda ricca di storia e suggestione, a mezzogiorno si esibirà Giuseppina Casarin in “Storie di acqua e di terra” con Marco Quaresimin e Simone Nogarin, un recital di canti tratti dai repertori della musica di tradizione orale italiana alternati alla proposta di canzoni appartenenti alla tradizione anarchica, alla produzione dei Cantacronache e del Canzoniere Italiano. La curiosità è che la tradizione testimoniata da Casarin si unirà – per simbiosi o contrasto, questo lo si scoprirà – con la tradizione orale del dialetto di Ambria grazie alla presenza di Luigi Zani che proporrà alcune letture.
Alle sera ai giardini di Palazzo Martinengo in piazza Garibaldi a Sondrio alle 20.30 l’appuntamento è con “The Masked Marvels” che proporranno una sorta di “parata”, mentre alle 21.30 ci saranno Marcus Rojas, Steven Bernstein, Gianluca Petrella e Paolo Fresu con “Brass Bang!”, che sarà portato poi alla rassegna “Suoni delle Dolomiti” e a Genova.

Vincitore di un’estesa lista di premi, professore e direttore di numerose istituzioni italiane e internazionali, Paolo Fresu si è esibito in tutto il mondo con i nomi più importanti della musica afro-americana degli ultimi 30 anni. Ha partecipato a circa 300 registrazioni, alcune come
leader e altre come sideman, e ancora a tanti progetti che uniscono musica etnica, jazz, world music, musica antica e contemporanea. Si capisce che se un nome così come quello di Paolo Fresu - direttore artistico del festival di Berchidda Time In Jazz che collabora con Ambria Jazz, di Bergamo Jazz Festival e del Seminario Jazz di Nuoro – dice che Ambria Jazz c’è da credergli.
«Ambria Jazz l’ho vista un po’ nascere, anche se io non sono stato mai presente – ha raccontato Fresu alla trasmissione Radioattività -. Però dai racconti di Giovanni in qualche modo mi sento anche un po’ responsabile, perché lui viene al nostro Time in Jazz già da tempo e l’idea in qualche modo è nata lì. Mi fa piacere che Ambria stia funzionando bene e che anch’io quest’anno possa essere presente con un mio progetto, Brass Bang!, che poi non è esattamente solo mio ma condiviso con Gianluca Petrella, Steven Bernstein e Marcus Rojas, che si chiama Brass Bang! Ed è questo quartetto di fiati che inizierà a fare i concerti proprio nell’ultima decade di agosto e siamo felici di partecipare in anteprima anche al vostro festival valtellinese. E poi c’è anche una produzione originale che porteremo tra Berchidda ed Ambria, lo abbiamo già fatto l’anno scorso, quindi ormai c’è questo rapporto molto stretto».
C’è un pezzo di Berchidda che arriva in Valtellina, praticamente. «Già l’anno scorso avevamo coprodotto assieme “Anima Amata Mente”, un progetto di Giorgio Rossi tra musica e danza che ebbe un bellissimo successo – prosegue Fresu, il cui suono unico di tromba è riconosciuto come uno dei più caratteristici nella scena jazz contemporanea -. Quest’anno coprodurremo invece “Marea”, uno spettacolo di Cada Die Teatro, una delle migliori compagnie teatrali della Sardegna con Giancarlo Biffi e Pierpaolo Piludu. Il tema centrale di Berchidda quest’anno è l’aria, dunque appropriato per un fischiettatore nonché pianista, come Tommaso Novi, che farà le musiche di questo spettacolo presentato in prima istanza proprio ad Ambria Jazz e poi portato a Berchidda nella metà di agosto». Una proposta originale per il festival che ha un po’ l’ambizione di voler dire qualcosa di diverso nel panorama musicale. «Mi pare che lo stia già facendo. Nel senso che è un festival che nasce con idee molto chiare, ottime prospettive e un preciso rapporto con il territorio. Io penso che questa sia una delle nuove chiavi di lettura dei festival, cioè non basta fare della buona musica, ma bisogna anche interrogarsi soprattutto in un posto piccolo, come il vostro e come il nostro, anche sul senso di organizzare una manifestazione musicale in un territorio che può offrire molto dal punto di vista culturale e turistico e quindi utilizzare la musica anche come una sorta di grimaldello per aprire altre strade. Mi sembra che questo sia uno degli aspetti più importanti delle manifestazioni come la nostra e Ambria Jazz».
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