Tenerezza e contrattazione alla fiera del bestiame
Si è tenuto sabato scorso il tradizionale appuntamento di fine stagione con gli animali e le contrattazioni dei negozianti, come sempre, sui grandi prati dei campetti di San Pietro, presenti gli allevatori di Aprica e San Pietro, le autorità cittadine e un folto pubblico. Rivitalizzata dall'associazione Allevatori con il supporto decisivo del Comune di Aprica, la fiera d'autunno, che segue a quella d’apertura di San Pietro a fine giugno, è ancora sostanzialmente un'occasione genuinamente contadina. Ciò per il fatto che gli allevatori, ancorché numericamente inferiori a quelli di un tempo, la organizzano principalmente a fini commerciali e professionali: passerella di oltre un centinaio di capi tra bovini-caprini-ovini, scambi di opinioni, serrate contrattazioni e affari. A suon di pacche sulle rudi mani, con l’immancabile sputo di conferma. Tenere scene di vitellini che poppano, agnellini che belano e caprette curiose hanno allietato i turisti visitatori, in particolar modo i bambini. A mezzogiorno gran bella mangiata conviviale di polenta e cuz (il piatto tipico cortenese), alla quale hanno partecipato alcune centinaia di persone. È stata la celebrazione di una festa che è il culmine e la consacrazione della vita in alpeggio, con i "prodotti" del pascolo in alta quota portati a valle e offerti agli occhi e al palato di tutti. Chi non ama, infatti, il buon latte caldo, la cadólca, la panna, la ricotta, il mascarpone, il formaggio, il burro? Tutto ciò grazie agli allevatori al Comune di Aprica (presenti il sindaco Carla Cioccarelli e, per la Cm, il neo presidente Franco Imperial e Dino Negri) e a Bruno Corvi.
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