La Scandinavia scende in Valtellina...
Ambrijazz si tinge dei colori o, meglio sarebbe dire, dei suoni del Nord Europa. Direttamente dalla Finlandia e poi dalla Svezia sono arrivati i musicisti che hanno animato la serata di musica di Ambriajazz. Negli spazi Edil Bi folto il pubblico che sabato sera – complice il clima gradevole (i lampi erano lontani, dietro le montagne) – ha seguito il doppio concerto di Jukka Perko Streamline jazz prima e di Jan Lundgren trio dopo. In collaborazione con “Ritmo della città” di Milano anche Ambriajazz – come ha detto il direttore artistico della rassegna in apertura, Giovanni Busetto – ha proposto in rete la musica del Nord Europa con lo strepitoso quartetto: Jukka al sassofono, Teemu Viinikainen alla chitarra, Ville Herrala al doppio basso e Teppo Makynen alla batteria. Quattro jazzisti di fama internazionale che hanno deciso di dar vita ad un gruppo capace di “swingare” con una sensualità pulsante, difficile da immaginare a simili latitudini: la proposta musicale di Jukka Perko affonda le proprie radici nel jazz tradizionale, su cui si innestano altri generi musicali, dal bebop agli evergreen finlandesi, senza dimenticare la composizione originale. Jukka, apprezzando le temperature italiane, ha proposto la raffinata “Just Friends”, “Wonderland” un mix di culture che ha voluto dedicare all’Italia. E ancora “All the things you are” di Jerome Kern, compositore di origine russa e “When lights are low” (fantastico Teppo alla batteria!) per concludere con una musica turca “Blue rondo à la Turk”, standard di Dave Brubeck.
Pausa fra primo e secondo set e poi ancora musica. Nel frattempo, però, gli spettatori hanno potuto apprezzare la mostra fotografica, ospitata negli spazi Edil Bi, del workshop dello scorso anno e alcuni scatti di Marina Magri che segue con passione gli eventi. Conosciuto al Festival di Berchidda, Busetto ha voluto portare in Valle Jan Lundgren che collabora da diversi anni nel progetto “Mare Nostrum” con Paolo Fresu alla tromba e Richard Galliano alla fisarmonica. A supportare Jan Lundgen (al pianoforte) in questo secondo set, due ottimi musicisti come Mattias Svensson al basso e Zoltan Csörsz Jr. alla batteria e percussioni. Il trio ha dato dimostrazione di inventiva, proponendo brani loro e rivisitazioni di classici del jazz. Bel tocco al pianoforte di Jan che ha ammaliato il pubblico con “The windmills of your mind”, musica di estrazione classica e ha chiuso con “Round midnight”. Il pubblica ha gradito con applausi calorosi, come calorosi sono stati gli scandinavi nel prestarsi per autografi e scambi di parole al termine del concerto. «Ottima la collaborazione con Edil Bi – commenta la presidente di Fortemente, Simona Cao – partner che ha offerto un’accoglienza superba al pubblico e agli artisti».
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