Ambiente e territorio a misura di … bambino
Quando usciamo da una stanza ricordiamoci di spegnere la luce, mentre ci laviamo i denti chiudiamo il rubinetto dell’acqua; quando facciamo un pic nic su un prato o camminiamo lungo una strada cittadina, guai a buttare le cartacce per terra; e ancora non abbandoniamo i sentieri di montagna e le mulattiere, recuperiamo il nostro territorio, i vecchi borghi e la nostra storia per imparare a difenderli e rispettarli.
Parola di bambino. Anzi di centinaia di studenti di ben otto istituti scolastici della provincia che, ieri a Ponte, hanno partecipato al convegno ambientale per presentare i lavori svolti durante l’anno «per sviluppare ed accrescere – come ha detto bene la vicepreside dell’Istituto pontasco, Patrizia Miotti - il senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente». Conoscere questi progetti – che hanno previsto ricerche, uscite sul campo, confronto con esperti e rielaborazione con mezzi tecnologici per produrre ipertesti e dvd – è come fare un viaggio nella natura da Villa di Chiavenna a Grosio.
Da anni pioniere in ambito di progetti ambientali, l’istituto comprensivo di Grosio ha proposto uno spettacolo teatrale ispirato a “La fontana malata” di Palazzeschi, per sensibilizzare sul corretto consumo dell’acqua, e un’attività sui quattro elementi con approfondimento sui consumi e sui risparmi volti. Gli studenti, che hanno prodotto alla fine un ipertesto, hanno evidenziato i comportamenti che portano allo sviluppo ecosostenibile facendo capire come ciò sia alla portata di tutti, con gesti quotidiani come evitare lo spreco di energia. Ambiente fa rima con coltivazione. Per questo all’istituto comprensivo di Novate Mezzola gli studenti hanno confrontato la cultura e il paesaggio dei primi del Novecento con quelli di adesso. Lo sviluppo urbanistico ha tolto spazio alla coltivazione che i ragazzi vogliono mantenere: ecco dunque che essi stessi hanno coltivato le patate (un video tratta di quella pregiata di Codera), che in autunno saranno colte per poi essere cucinate secondo le ricette di una volta. Verceia era conosciuto come paese dei ciliegi, per questo gli studenti hanno intervistato i vecchi per mantenere la coltura e conoscerla. E che dire della promozione di una forma di turismo sostenibile, come il “turismo scolastico” di scambio fra scuole della provincia e, perché no in futuro, anche di fuori provincia? Ci ha pensato l’Istituto comprensivo di Ardenno con un progetto sulla scoperta degli ambienti naturali e storici, convinto che si debba essere fedeli alle radici per avere le ali.
Il Circolo didattico di Morbegno n.1 e 2 ha mostrato i risultati della giornata dell’ambiente che ha coinvolto 23 scuole e 2500 bambini con una mostra finale, mentre il circolo didattico di Tirano con la scuola di Villa ha lanciato un appello agli enti: recuperare il sentiero storico degli Zapei d’Abriga. Ponte ha lavorato sull’astronomia tenuto conto della presenza dell’Osservatorio dedicato a Piazzi fra miti, storia, teatro e pianeti, mentre l’Istituto Bertacchi di Chiavenna con la scuola di Piuro ha presentato fra realtà e fantasia alcune caratteristiche del territorio, come l’origine delle cascate dell’Acquafraggia, il parco delle Marmitte dei giganti e i ruderi dell’antico palazzo del Belfort, mentre con la scuola di Villa di Chiavenna ha proposto una ricerca sui doni arrivati da cittadini di Villa immigrati in passato a Venezia e Palermo.
«A settembre – annuncia la referente del progetto, Elisa Menatti, dell’Istituto comprensivo di Ponte ente capofila – sapremo quale scuola avrà vinto questo progetto ambientale cofinanziato da Regione Lombardia. L’anno scorso era toccato proprio alla scuola di Ponte premiata con un viaggio a Bruxelles». A sostenere l’iniziativa i Comuni e le Comunità montane. Ieri erano presenti il sindaco di Ponte, Franco Biscotti, e il presidente della Cm di Sondrio, Tiziano Maffezzini, a sottolineare come facciano bene i bambini ad essere i primi portatori della salvaguardia dell’ambiente e già cittadini responsabili.
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