Nel 1943 un gruppo di ebrei provenienti da Zagabria, sfuggito all'occupazione nazista della ex Jugoslavia, riuscì a raggiungere l'Italia. A seguito delle leggi razziali, alcuni di loro vennero internati dal regime fascista in un piccolo paese della Valtellina, l'isolata e verde Aprica.
Parte da questo antefatto il documentato dal titolo “Gli Zagabri”, prodotto in collaborazione con Anpi, Università degli Studi dell'Insubria, BIM, Comune di Aprica, con la regia di Chiara Francesca Longo e le musiche di Delilah Sharon Gutman. Il documentario, che vede Aprica protagonista di questa storia di grande umanità, sarà proiettato proprio nella località orobica in due serate estive lunedì 20 luglio e domenica 9 agosto. La vicenda è nota in Valle per essere stata raccontata anche nel libro di Alan Poletti, ma è sconosciuta al grande pubblico e, al pari di altri importanti vicende collaterali alla Seconda guerra mondiale, più pubblicizzate, merita senz'altro diffusione e considerazione. Per il momento è possibile vederne un'anteprima su
https://www.youtube.com/watch?v=nD4tkkPAO-s e avere info supplementari alla pagina
https://www.facebook.com/glizagabri. Ma chi erano questi Zagabri? Erano medici, ingegneri, persone istruite che dipendevano dai contadini del luogo che vengono raccontarti nel video dove emozioni ma anche rigore analitico si fondono fra loro. Una volta arrivato ad Aprica il gruppo di ebrei dovette far fronte all'iniziale diffidenza dei locali che, però, si trasformò in poco tempo in un legame profondo, fino all'epilogo dell'8 settembre, quando furono costretti a fuggire verso il confine svizzero, aiutati dagli stessi abitanti che hanno sfidato il regime per salvarli.