Mai arrendersi, anche nella disabilità
«Il messaggio che Federico lancia con il suo impegno è che non bisogna arrendersi. Che, anche con un difetto o un problema, bisogna provare e, con la costanza e la fiducia in se stessi, si possono raggiungere importanti risultati».
Parla Valerio Magro, la presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti di Sondrio che tiene a ringraziare Federico Dura, atleta del gruppo sportivo Valtellina Judo dell’Olympic Center di Piateda, che pratica il judo da quattro anni e appartiene al Gruppo Giovani delle Fiamme Azzurre. Federico dal 1° gennaio 2015 fa parte della nazionale paralimpica di judo e ha ottenuto la prima convocazione al centro olimpico nazionale Fijlkam di Ostia per uno stage dal 9 gennaio al 11 gennaio. Ma è soprattutto il prossimo impegno a far capire quanto gli sforzi siano valsi ed è Maurizio Dura – padre di Federico, oltre delegato provinciale della federazione Fijlkam – ad annunciarlo. «Federico dal 19 al 23 febbraio – afferma il tecnico - è stato convocato con la nazionale paralimpica di judo in Ungheria per la World Cup valevole quale qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016. Un’enorme soddisfazione per lui e per me».
Ma è anche un motivo di orgoglio per l’Unione Ciechi della provincia che coglie l’occasione per lanciare un messaggio ai giovani e a chi ha problemi o disabilità. «L’esperienza di Federico è un grande segnale contro i preconcetti di chi presume che, perché una persona ha un difetto, questo le precluda dei traguardi – afferma Magro -. Peraltro Federico riesce ad ottenere altri risultati anche fra i normodotati. L’Unione Ciechi sponsorizza, anche se magari in Valtellina con scarso successo, lo sport come auto motivazione; attraverso lo sport si migliora nei rapporti con gli altri». Insomma mens sana in corpore sano, dicevano i latini, anche se in provincia, secondo Magro, è difficile arrivare a questo concetto. «La bella esperienza di Federico può essere un esempio anche per altre famiglie che, talvolta, temono e hanno paura di far uscire dal nido il proprio figlio. Un comportamento che abbassa le capacità della persona e l’autostima – conclude -. Il risultato ottenuto da questo ragazzo di 17 anni è motivato dalla sua volontà, ma anche dalla famiglia che ha creduto in lui e gli è stata vicino».
Infine Dura tiene a ringraziare il Comune di Piateda che, in questi anni, ha dato la possibilità all’associazione di far allenare i propri atleti fornendo gli spazi.
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