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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 22-08-14, 08:30   #1
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Predefinito Un concerto che è diventato liturgia

Giacobbe Stevanato, per usare le parole che l’arciprete don Flavio Crosta ha pronunciato al termine del concerto, non si è limitato a suonare il violino, ma ha celebrato una liturgia.
Grande apprezzamento, lunedì sera, nella collegiata Sant’Eufemia di Teglio dove si è esibito, ospite dell’Accademia del pizzocchero, Stevanato primo violino dell’orchestra “Interpreti Veneziani” in un brillante repertorio virtuosistico per violino solo. Presentato dallo zio, don Lorenzo Rattin, che ha introdotto con competenza mista a passione i brani, Stevanato ha suonato con un violino costruito dal liutaio di Cremona, Primo Pistoni. Variegato il programma proposto nella chiesa parrocchiale – tutta piena – che ha messo in luce la preparazione del violinista e la sua generosità nel concerto. Ad aprire la serata una sonata di Tartini, il più acrobatico e virtuoso violinista le cui composizioni sono ricche di impervie impennate che Stevanato ha ben evidenziato. Poi è toccato all’intenso e stupendo Bach con La Ciaccona, capolavoro per violino solo. Bach considerava il violino il suo strumento ideale: doveva avere la potenza dell’organo e la sensibilità e la duttilità della voce umana. Nell’esecuzione il musicista ha espresso tutto un mondo di tristezza, malinconia, tenerezza, momenti drammatici e momenti di quiete. «Abbiamo quasi avuto il dubbio – ha detto Rattin al termine de La Ciaccona – che il violino ne avesse 8 di corde e non 4. Per la bravura dell’esecutore e la grandiosità del compositore sembrava che fosse suonato un organo e non un violino». Dopo un breve intervallo la seconda parte del concerto ha affrontato brani più moderni a partire da Guarnieri, maestro della scuola veneziana con i suoi Capricci che, seppure dedicati a Paganini (che ha chiuso il concerto), offrono, nelle difficoltà tecniche, una composta sobrietà espressiva veneta. Il Capricco n. 2, in particolare, ha impegnato l’esecutore in una forma polifonica superando difficoltà virtuosistiche della doppia corda. Composta da Stevanato stessa è stata presentata “Atene – Impressioni” dedicata alla capitale ellenica, mentre dell’autore boemo Ernst una suonata struggente, variazione sopra il canto popolare irlandese “The last rose of summer” legato ad una poesia di Thomas Moore. Il brano musicale, delicatissimo, si è svolto con suoni dolci e filati ispirati da pensieri poetici e nostalgici e da variazioni elegiache alternate a colpi d’arco arditi. Infine la conclusione con i Capricci di Paganini, il clou del virtuosismo: in particolare nella Variazione 9 i pizzicati con la mano destra si sono mirabilmente alternati – di fronte allo stupore del pubblico – a quelli della mano sinistra a brevissimi suoni ottenuti con l’arco gettato, generando rapide cascate di note. Per il bis “Le colline” di Stevanato, musica serena e distensiva.
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