Musica e divertimento con i Percussion Staff
Musica e divertimento alla centrale Enel Green Power del Boffetto a Piateda giovedì sera. È proprio il binomio giusto per definire l’appuntamento di Ambriajazz nel luogo clou, che ha rappresentato la rassegna in questi anni. Se la prima parte della serata è stata, infatti, più improntata su un jazz raffinato e sofisticato con il quartetto PoLO (Michele Salgarello, batteria ed effetti; Paolo Porta, sax; Andrea Lombardini, basso; Valerio De Paola, chitarra, laptop, effetti) molto applaudito dalla prima fascia del pubblico serale, la seconda parte della serata è stata letteralmente esilarante con i Percussion Staff, ensemble di percussioni, che ha fatto strabiliare il pubblico con la propria esibizione, dove la percussione è parsa fresca improvvisazione ma è invece improvvisazione studiata, calibrata. D’altra parte il gruppo - formato da Marco Castiglioni, Francesco D'Auria, Mauro Gnecchi, Pietro Stefanoni, Fausto Tagliabue – compie 30 anni di musica insieme. Dunque tanta preparazione, affiatamento di gruppo e ancora tanta voglia di divertirsi e di divertire. Vederli sul palco mentre suonano ammiccando sorrisi o vere e proprie risate fra di loro è già di per sé motivo di gioia, poi il loro ritmo è incalzante, travolgente e gli strumenti che usano destano curiosità nel pubblico meno esperto a distinguere la tipologia di percussioni (ce n’è una varietà quasi infinita sul palco, in un intrico di cavi e spartiti appoggiati a terra o sui leggi), da strumenti più convenzionali a campanelli, lastre e una collana tintinnante che, a prima vista, sembra una collana d’aglio! Il primo pezzo proposto si intitola proprio così “Primo pezzo”, seguono brani in cui le percussioni sono accompagnate dai “Bum bum”, “Uh ah” e versi di chi più ne ha più ne metta da parte dei musicisti. Composto da Tagliabue viene suonato “Verde”, mentre di Francesco D’Auria – ormai ospite fisso e amico di Ambriajazz – un brano creato per i bambini che prende spunto da una filastrocca a tre voci di Aldo Palazzeschi. Ecco che sul palco spuntano tre tubi idraulici arancioni percossi da una paletta di spugna bianca a costruire un suono misterioso, «non new age, ma un po’ tranquillo», come dice il creatore. Il pubblico apprezza per poi tuffarsi nel virtuosismo dell’ospite d'eccezione il francese Michael Godard al basso tuba e al serpentone che si esibisce in un assolo producendo gorgoglii, borbottii, suoni che sembrano inusitati da un tale “invadente strumentone” E ancora un pezzo di monaci giapponesi percussionisti, “New Staff” di Marco Castiglioni e simpaticissimo il dialogo fra il basso tuba di Godard e il “martello giocattolo” (di quelli che emettono buffi suoni) di D’Auria.
Oggi si sale ad Ambria con Daniele Di Bonaventura al bandoneon nella giornata di Ambria, come sempre accompagnata dalle letture in dialetto “valdambrì” di Luigi Zani. In serata, ai giardini di palazzo Martinengo (ore 21) si esibiscono lo XY Quartet e “Megalitico”, il progetto con cui il sassofonista sardo Gavino Murgia va in cerca di nuove sonorità pur mantenendo viva la memoria storica e la tradizione. Con lui ottimi musicisti quali Michael Godard, vate del basso tuba e del serpentone, strumento di origini rinascimentali; Luciano Biondini maestro riconosciuto dell'accordion, Frank Tortiller al vibrafono e Pietro Iodice alla batteria.
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