"Se manca il negozio sotto casa, siamo finiti", parla Ghisla
«Vogliamo fare la fine delle grandi città? I piccoli negozi non ci sono quasi più lì e così quando per cucinare manca, ad esempio, una bustina di zafferano o del sale per salare l’acqua della pasta, bisogna prendere la macchina e andare in zone meno centrali dove fare la spesa all’ipermercato».
E’ un appello e un invito fatto col cuore quello che il presidente dell’Unione Commercio di Tirano, Piero Ghisla, rivolge a seguito del dibattito aperto in questi giorni sulla destinazione futura dell’area del foro Boario all’ingresso di Tirano.
Amministrazione coerente
Ghisla non punta il dito contro nessuno, com’è nel suo stile, ma esprime una riflessione sul commercio, sulle abitudini e sulle scelte degli amministratori. «Non compete a me intervenire sulla necessità o meno della riqualificazione del foro Boario – dice -, ma devo constatare che fino ad ora l’amministrazione comunale ha sempre sostenuto che non avrebbe fatto entrare la grande distribuzione a Tirano. E così è stato. Mi auguro davvero che questa linea sia seguita anche in futuro».
Servizio sotto casa
Quanto alla grande distribuzione, Ghisla si rivolge ai cittadini: «Non illudetevi che la media o grande distribuzione porti dei benefici. Non è così. Anzi si sentirà sempre più la carenza del servizio sotto casa, come avviene nelle città, lontane dalle nostre per fortuna. Se gli ipermercati continueranno a diffondersi, i negozi di vicinato chiuderanno e verrebbe rovinato il tessuto sociale».
Ghisla cerca di convincere la gente che conviene sotto tanti aspetti rivolgersi ancora al negozio vicino a casa. E poi tocca il tasto occupazionale. «Se i negozi chiudono – aggiunge -, viene a mancare il lavoro, aumenta la disoccupazione, che è già alta in Valtellina. Sarà un disagio per le famiglie. In generale gli ipermercati assumono part time per cui non ci sarebbero vantaggi a livello professionale per la nostra gente».
Niente nuove assunzioni
Un parere condiviso da Michele Meravaglia, titolare del negozio di alimentari Sigma in via Pedrotti. «Non si deve pensare a vantaggi con nuove assunzioni perché la maggior parte dei dipendenti degli ipermercati, a quanto mi risulta, lavora part time. So benissimo che se c’è un imprenditore con tanto capitale in tasca che fa una proposta ai Comuni, che sono tutti in crisi, questi accettano. Basti vedere cosa è successo a Bianzone dove è stato aperto Iperal, per di più su una curva con una situazione viabilistica pericolosa. Eppure ha aperto».
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