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| Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi |
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#1 |
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Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
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«Macché promozioni con un “generoso” sconto del 10 per cento sul costo dello stagionale. E’ ridicolo ed è solo un palliativo che non risolve il vero problema del Palabione: la sostituzione della seggiovia».
Premette di non voler fare polemica, anche perché «adora le piste di Aprica» sulle quali appena può scia molto volentieri, ma intende aprire un dibattito costruttivo, fornire suggerimenti alle società degli impianti, convinto che Aprica sia «una delle località più belle della Valle» e su questa vada investito. Seggiovia lenta e scoperta Lorenzo Tomasi, a quasi 70 anni, non rinuncia mai ad una sciata sulla neve di Aprica e dice la sua sull’argomento. «Già qualche anno fa scrissi una lettera aperta al cavalier Attilio Bozzi, ma la risposta fu evasiva – afferma –. Il problema reale del comprensorio è la seggiovia che sale dal Palabione. Credo che tutti abbiano provato a salire con tale lentissima seggiovia in una giornata rigida. Ci si congela ad arrivare in cima. È un dramma e il peccato è che le piste del Palabione sono le più belle di tutta Aprica e le più tecniche. Mi piace anche il pistone nero della Magnolta, ma dopo averlo fatto due volte ho le gambe rotte. A me piace sciare in modo, per così dire, competitivo, per questo scio dall’apertura degli impianti alla mattina fino alle 10.30. Poi quando arriva la gente me ne vado». Il rilancio di Aprica Tornando al punto cruciale della seggiovia, Tomasi è dell’idea che la «sua sostituzione certamente proietterebbe Aprica fra i migliori nostri comprensori – aggiunge - Dico queste cose proprio perché da anni sono frequentatore di Aprica, nonostante questa seggiovia che cerco sempre di evitare. Tutti gli altri miglioramenti sono palliativi». Secondo lo sciatore valtellinese, la cabinovia che sale dal paese al Palabione è bella e funziona bene, si dovrebbe invece sostituire la seggiovia quadriposto con un impianto moderno – anche una seggiovia ma con copertura antifreddo e antigelo – che porti fino in cima alla Valletta. Comune partecipe Ipotesi di cui, peraltro, da anni si parla. «So benissimo che la gestione degli impianti di sci non è molto remunerativa oggi e che i debiti sono tanti, ma qui ci vorrebbe che anche il Comune si mettesse di mezzo per trovare i fondi, perché di fatto un vantaggio alla ski area sarebbe un vantaggio per l’intera località e il suo turismo. Si deve fare gruppo tutti insieme per riuscire ad essere maggiormente competitivi. Con questa modifica sono convinto che Aprica guadagnerebbe moltissimo». «Siamo in un momento talmente critico economicamente per tutti, che stiamo lavorando a pieno ritmo per la sopravvivenza degli impianti di risalita. Stiamo lavorando per tenere in piedi le nostre società e le nostre ski aree senza essere costretti a regalarle agli altri». Domenico Cioccarelli fa un’analisi lucida della situazione dei comprensori sciistici del Palabione e della Magnolta e risponde con queste parole ai suggerimenti che vengono dal turista Lorenzo Tomasi sulla necessità di sostituire la seggiovia del Palabione per rilanciare davvero Aprica. Proposta che Cioccarelli, presidente di Siba (Magnolta) ma componente anche del consiglio di amministrazione della Sita (Palabione), non giudica insensata, ma poco realizzabile in tempi brevi. «Abbiamo ipotizzato inizialmente per risolvere il problema di installare delle cupole sulle seggiovie – spiega -, ma il Ministero ha bocciato l’idea. Allora abbiamo pensato di aumentare la velocità dai 2,50 metri al secondo a 3 metri al secondo, ma anche questo progetto non è stato accolto. Stiamo certamente progettando di sostituire l’impianto, ma costruire un nuovo impianto che porti dai 1.200 metri paese ai 2.500 metri della Valletta costerebbe dai 7 agli 11 milioni di euro a seconda se si fa una doppia stazione oppure no. Senza percorribilità di una pista che porta fino ad Aprica tutti i tipi di sciatori, come faremmo a fare un investimento di tale portata. Con l’attuale piano economico non ce la si fa. Bisogna sicuramente aspettare qualche stagione». In linea di principio, Cioccarelli ritiene che prima si debbano fare le piste e poi gli impianti. «Sono i tracciati che fanno sopravvivere le traenti e non viceversa – sostiene -. La seggiovia del Palabione, se girasse a pieno carico, potrebbe fare 16mila passaggi al giorno, mentre quella ad ammortamento automatico del Baradello (che ha la cupola di copertura) ne fa circa 10mila (400mila passaggi in un anno). Intendo dire che prima occorre realizzare la pista superpanoramica che abbiamo in mente e poi ragioneremo sul resto. Nel week end appena trascorso la seggiovia del Palabione ha registrato 7-8mila passaggi senza problemi». Alliana Bozzi, responsabile marketing della Sita, aggiunge rispondendo a Tomasi: «Lo scorso fine settimana sono proprio le offerte sugli ski pass che hanno trovato il gradimento della clientela. Si è potuto sciare sabato e domenica a 50 euro. La formula “Speciale week end” con 50 euro in alta stagione e 40 euro in bassa proseguirà per tutto l’inverno». |
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#2 |
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Collaboratori
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Messaggi: 5.781
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Pubblichiamo la lettera inviataci da un lettore sull'argomento.
Buonasera, ho letto le critiche e le proposte del Sig. Tomasi e devo dire che sono perfettamente condivisibili, è un vero peccato che la parte più bella (sciisticamente parlando) del comprensorio di Aprica sia cosi letteralmente "lasciata andare" la seggiovia è veramente una cosa obsoleta,mentre vorrei dire al Presidente della (Siba) Cioccarelli di smetterla di pensare ad una nuova " Superpanoramica del Palabione" il comprensorio non ha bisogno di altre piste per principianti, secondo il mio modesto parere, e sappiate che non sono un provetto sciatore, di piste facili nel comprensorio c'è ne sono già abbastanza, è vero che nel comprensorio sciistico ci vogliono tutte le categorie di piste, ma qui state esagerando, chi ha girato un pochino sa che qui nel comprensorio Arica Corteno troverà solo piste facili, medie e basta. Il principiante che sale alla Magnolta , può tranquillamente scendere alla partenza del Baradello senza difficoltà, la superpanoramica nel comprensorio c'è gia, che senso ha farne un'altra? Meglio secondo il mio modesto parere ( ma penso di non essere il solo a pensarla cosi) investire sui trasporti che sono la vera cosa negativa, a parte il Baradello, di questo comprensorio. Inoltre vorrei suggerire di non pensare solo agli sciatori, ma anche a tutti quelli che vorrebbero passeggiare anche d'inverno su tracciati battuti in quota, mi riferisco alla possibilità di unire i tre rifugi Magnolta, Valtellina e Baradello con un collegamento battuto e segnato per chi voglia anche d'inverno camminare da rifugio a rifugio, un esempio che da diversi anni funziona perfettamente è quello di Lenzerheide dove anche chi non scia, può passeggiare in quota attraversando le piste con tutta la sicurezza dovuta (perchè lì lo sciatore sa di trovare in alcuni punti ben segnalati, pedoni che attraversano). Saluti Sergio Selvini |
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#3 |
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Collaboratori
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Pubblichiamo il pensiero di un lettore:
Buongiorno, non vorrei continuare a polemizzare, ma che si dica :"Su tutto l’arco alpino, le società di gestione di impianti sembrano aver tirato i remi in barca, non si accenna a nuovi investimenti" non è del tutto vero consiglierei di vedere il vicino Tonale dove il 1 Dicembre è stata inaugurata la nuova seggiovia 6 posti denominata "VIttoria" l'anno prossimo probabilmente verrà cambiato lo skilift presena ecco il link- http://www.dovesciare.it/news/02/12/...ova-seggiovia- vittoria. Per non parlare di Livigno con la nuova seggiovia, anche qui a sei posti "Botarel Tea del Plan" ,che va ad affiancare una super telecabina Livigno – Tagliede – Costaccia. distanti tra loro poche centinaia di metri insomma mi sembra di capire che qualcuno comunque ci crede e spera che questi sacrifici non siano vani oppure pensate che gli sciatori siano con le fette di salame sugli occhi? Con quello che costa oggi solo a muoversi per andare a sciare, penso che quando si decida la meta domenicale e beh! vado dove mi si offra il meglio, non solo in accoglienza ma anche nei servizi. Cordiali saluti Sergio Selvini |
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