Don Guanella "cantato" da un musicista valtellinese
Nella primavera di quest'anno è stato canonizzato Luigi Guanella e tante sono le iniziative prese, anche a livello provinciale, per ricordare la figura del santo di origine valchiavennasca.
Quella che andiamo a raccontare è particolarmente interessante e intimamente legata alla sfera religiosa. Mario Folli di Piateda, insegnante di musica in pensione, direttore di bande e cori in Italia e all’estero, per onorare la memoria di don Guanella ha pubblicato la messa “Agli apostoli della carità” (edizioni Carrara di Bergamo). Ebbene la prima esecuzione è prevista mercoledì 24 ottobre a Como, con inizio alle 20.30, alla basilica del Sacro Cuore in occasione della chiusura dei festeggiamenti per la canonizzazione. Alla cerimonia presenzieranno il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, e altri insigni prelati.
Un lavoro impegnativo per Mario Folli, accompagnato quotidianamente dalla passione e dallo studio meticoloso e certosino per la musica.
Solo qualche mese fa Folli aveva scritto per Papa Benedetto XVI una Messa nella versione per soli coro e organo, la “Missa Papae Benedicti” – così è chiamata – che il compositore, tramite il vescovo Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, ha fatto avere al Santo Padre. Dopodiché è toccato alla pubblicazione dell'opera “Il Ballo”, una suite per fiati, e altre composizioni.
Ora una nuova importante composizione in un anno che la provincia di Sondrio sta celebrando in ricordo del santo.
Mercoledì 24 ottobre a Como ci sarà anche la corale San Martino di Tirano, diretta dal maestro Ebe Pedretti, a cantare mentre l’organista Mauro Pozzi eseguirà la messa stessa. «La Messa è a quattro voci miste e assemblea - afferma Folli che ha scritto la Messa in pochi giorni, ma poi l’ha rielaborata e approfondita -, mentre il linguaggio musicale, pur rimanendo nell'ambito della tradizione, contiene degli elementi innovativi soprattutto nell'ambito armonico e stilistico. Ho scelto armonie non usuali.». Dunque un lavoro prezioso e innovativo, attuato in collaborazione con i guanelliani, che rende onore anche alla Valtellina.
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