Latteria all'asta
Prima l’acquista e poi lo mette all’asta. Decisione strana – ma che ha una spiegazione comprensibile – quella dell’amministrazione comunale di Teglio che ha acquisito qualche tempo fa l’immobile precedentemente sede della Latteria sociale tellina e ora ha deciso di rimetterlo all’asta. Un procedimento che ha suscitato le perplessità della minoranza che ha presentato richiesta di chiarimento all’amministrazione comunale nei giorni scorsi. «Sono stati i responsabili della Latteria sociale di Teglio a proporci l’acquisto dello stabile – spiega il vicesindaco, Elio Moretti – per trovare una soluzione ai rapporti soprattutto di natura economico-finanziaria fra la Latteria e la Cooperativa agricola di Castelvetro. Ci è sembrata buona cosa aderire alla richiesta. In base alla stima operata dal responsabile dell’ufficio tecnico le condizioni dell’offerta, oltre a soddisfare le aspettative dei proponenti, erano convenienti per il Comune anche nell’ottica di procedere in seguito alla riqualificazione dell’immobile per destinarlo a sede sia della biblioteca comunale che di associazioni operative sul territorio». Perciò il Comune ha acceso un mutuo di 200mila euro per finanziare l’acquisto dal 2012 al 2031, con tasso variabile che al momento è pari al 4,419%. Successivamente, però, lo scenario è cambiato. Il Comune ha avuto la possibilità di ottenere, a titolo completamente gratuito, l’edificio del Cucò, «i cui spazi, che potranno essere recuperati – aggiunge Moretti – sono ampiamente sufficienti per rispondere ad ogni esigenza». Dopodiché si è aggiunto il contributo di 500mila euro che Fondazione Cariplo e Regione Lombardia hanno assegnato per la ristrutturazione, il cui primo lotto comporta un impegno di un milione e 200mila euro. «Pertanto l’amministrazione ha ipotizzato di mettere all’asta l’immobile», conclude sempre il vicesindaco.
Altro argomento oggetto di discussione è il mutuo che il Comune ha contratto per la realizzazione del marciapiede di Tresenda di 600mila euro, operazione necessaria per dare avvio ai lavori celermente com’è accaduto. Solo successivamente sono arrivati, come noto, 250mila euro dalla Cm di Tirano e 200mila euro dalla Provincia (quest’ultimo sarà inserito nel bilancio 2012). A questo punto la somma di 450mila euro non sarà più necessaria. Che si farà di questo mutuo? Due le possibilità: chiedere la riduzione dello stesso fino all’importo di 450mila euro, chiedere la devoluzione della somma per altri lavori. «Abbiamo optato per questa soluzione e, in occasione della presentazione del bilancio del 2012 – fa presente il vicesindaco – renderemo note le opere pubbliche che si intendono finanziare». È probabile, però, che i fondi vengano dirottati proprio per la sistemazione del palazzo del Cucò.
Fortemente scettica la minoranza della Lega Nord che siede in consiglio a Teglio sull’operazione legata alla Latteria. L’opposizione, già a suo tempo, aveva proposto che, al posto dell’acquisto, il Comune procedesse con un comodato d’uso della struttura, prevedendone una sistemazione e adeguamento per i fini cui era deputata (sede di associazioni e della biblioteca, museo). «In questo modo si sarebbe tenuto in tasca, il Comune, 200mila euro», dice Andrea Vir. Vir commenta negativamente la decisione dell’amministrazione di comprare il fabbricato per agevolare la soluzione ai rapporti, «soprattutto di natura economico-finanziaria» fra la Latteria e la cooperativa di Castelvetro. «Il Comune non può intervenire per risolvere i problemi economici di enti privati – dice Vir –. E’ come se io avessi qualche problema per la pagare la casa e il Comune mi aiutasse. Mi sembra grave un atto di questo tipo. E poi mi domando: se tanto ci teneva a sistemarla perché in due anni dall’acquisto il Comune non ha mai espresso la volontà di sistemarla? La disponibilità del palazzo del Cucò è solo una scusa, perché si sapeva già prima che dal demanio sarebbe arrivato questo bene al Comune. Dunque ora la Latteria viene messa all’asta. Se si riuscirà a venderla, e la vedo duro, il Comune andrà comunque a perderci economicamente, perché sarà difficile venderla al prezzo di acquisto».
Relativamente alla questione dei mutui per l’opera viabilistica a Tresenda, la minoranza si limita a dire: «Ci auguriamo che una delle due ipotesi prospettate sia possibile».
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