Il Mascioni che faceva sorridere
«Ricordatemi col sorriso, non con le lacrime»: le ultime volontà espresse ormai sette anni fa dal poeta e scrittore di origine villasca, Grytzko Mascioni, sembravano risuonare giovedì sera nella sala Tellina Vallis dell’hotel Combolo di Teglio dove l’associazione in memoria dell’eclettico scrittore si è incontrata per ricordare - con il sorriso - l’amico. L’annuale appuntamento con Grytzko quest’anno è stato affidato, infatti, all’opera radiofonica “Orlando dei pupi” dove Mascioni ha rivisitato in forma moderna e simpatica il grande capolavoro cavalleresco “Orlando Fuorioso” di Ludovico Ariosto. Le 46 puntate andate in onda alla Radio svizzera italiana – con la regia di Ketty Fusco e Mino Mueller – sono divertimenti e variazioni sui temi dell’Ariosto e sono state proposte al pubblico in modo altrettanto moderno: ovvero nella lettura da parte di alcuni studenti del liceo scientifico Donegani di Sondrio di due brani tratti dallo “Orlando dei pupi”: “Tutti pazzi per Angelica” e “La celeste tenzone”. Bravi gli studenti che nel prepararsi hanno ascoltato durante l’anno alcune delle puntate, le hanno trascritte e analizzate all’interno di un lavoro sulle raffigurazioni del poema nei palazzi valtellinesi, in collegamento con l’Associazione culturale Bradamante. Ad aprire la serata il saluto del presidente dell’associazione Grytzko Mascioni Rezio Donchi e l’intervento, puntuale e come sempre autorevole, di Ernesto Ferrero (vicepresidente e scrittore) che ha ricordato i tratti dell’amico: «un uomo che metteva in collegamento ambiti e linguaggi diversi, uomo modernissimo, esperto e studioso di antichità classiche, pioniere dalla radio e tv svizzera. Grytzko ha anticipato la cifra culturale dei nostri tempi: una contaminazione di linguaggi, che riesce bene ai ragazzi abituati a mescolarli con scioltezza. La serata nel nome di Ariosto dimostra come Grytzko riuscisse a fare la rilettura e reinterpretazione dei classici. D’altra parte nessun tempo viene letto per sempre, ogni generazione è incaricata di riappropriarsi dei testi del passato». Concetto caro a Italo Calvino per il quale Ariosto era tutt’altro che autore di evasione, etichetta entro cui è stato confinato. Analisi tecnica e dettagliata è stata esposta da Claudio Laiso, regista della Rsi, sul radioteatro, forma di comunicazione sociale, educazione nel campo della cultura, della musica leggera e dell'informazione. Laiso ha ricordato il primo lavoro in stereofonia (ascolto a 180 gradi) fatto nel suo garage di casa nel 1978 con Grytzko e Mario Luzi. Ricordi, emozioni e memoria nei confronti di una persona che ha lasciato il segno in Valtellina e oltre confine. Come la Valtellina ha aperto nella biblioteca di Sondrio uno spazio che raccoglie opere e dvd di Mascioni, così l’archivio svizzero della letteratura ha creato recentemente un fondo. E per riascoltare il “suo” “Orlando dei pupi” la chiusura della serata è stata affidata all’ascolto del brano radiofonico “L’isola delle magie” (canto VI dell’opera) con efficace voce narrante di Oreste Lionello.
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