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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 18-01-10, 08:02   #1
Abriga.it
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Predefinito Luogo comune: incuria di un bene pubblico (giardino Arcari)

Potrà parere un luogo comune nelle città: una fontana con la statua di un putto spezzata, vegetazione cresciuta a dismisura, panchine nuove ammuffite, un cancello che andrebbe ridipinto e, in generale, una condizione di incuria che non si presta ad un lascito cittadino nel centro storico di Tirano e vicino al bel palazzo della biblioteca civica.
Ebbene è questo lo stato in cui versa il giardino del lascito Arcari di fronte alla biblioteca di Tirano. Per questo Lorenzo Baruffaldi, cittadino e operatore turistico titolare di un B&B proprio confinante, lancia l’idea di sistemarlo lo spazio a sue spese per il bene della collettività e di chi si trova a frequentare la via storica della città. Ma poi intoppi burocratici, se così possiamo chiamarli, fanno naufragare l’iniziativa e il giardino – come si vede bene dalle foto – non ha potuto “rinascere”.
La faccenda è partita l’autunno scorso quando Baruffaldi è stato contattato verbalmente dal sindaco di Tirano e dall’assessore Sergio Mascioni i quali gli hanno proposto di prender in mano la cosa. «Ho accettato ed è stata fatta la richiesta scritta in comune – racconta -. Nel frattempo su richiesta di Mascioni ho avuto dal municipio le chiavi del giardino. E’ seguita una riunione con tecnici per valutare come attuare l’opera di ripristino e poi, dopo aver avvisato in Comune, abbiamo iniziato i lavori – pagati a mie spese - finché sono stato bloccato, quando già da due giorni stavo lavorando, pulendo la facciata e sistemando il cancello. Nessuno mi aveva detto che occorreva prima il parere della commissione Arcari. Allora ho provato a telefonare al sindaco e a Mascioni ma nessuno era raggiungibile». Una mancata disponibilità che è dispiaciuta a Baruffaldi che rivendica la rinascita di via Arcari, anche per merito suo, dopo trent’anni di impegno e scontri. «Anche questo anno la commissione Arcari non ha fatto niente e se la via era pulita come pure i davanzali della biblioteca abbelliti da fioriere non si deve certamente ringraziare il Comune – prosegue -. Il giardino poteva essere interessante per i turisti che vengono a pernottare a casa mia come per tutti i cittadini che amano la tranquillità e soprattutto per ricordare quello che ha fatto la famiglia Arcari per il Comune, mentre il suo lascito sta degradando giorno dopo giorno».
Insomma alla mancata risposta dell’amministrazione, è seguita la lettera di rifiuto a proseguire con il progetto di riqualificazione del giardino da parte di Baruffaldi che dice: «Non voglio incolpare nessuno, è colpa del sistema se è successo tutto questo. Quanto a me per una questione di principio non se n’è fatto più nulla. Dispiace, però, che un bene pubblico sia lasciato andare in questo modo. Mi auguro che l’amministrazione recepisca quanto affermato e faccia qualcosa per evitare il degrado».
La questione del giardino di via Arcari a Tirano divide anche l’amministrazione fra l’assessore Mascioni che desidera ricucire con Baruffaldi per il bene della città e il primo cittadino che sbotta dicendo: «Se Baruffaldi vuole sistemare il giardino bene, altrimenti rimane così com’è».
L’assessore ai Lavori Pubblici – nel precedente mandato aveva la delega al Turismo che gli è rimasta nel dna - insiste che, invece, si debba fare l’opera perché ne trarranno vantaggio l’intera comunità e i turisti. «Io stesso ho approvato il progetto di Baruffaldi di cui sono amico di infanzia e di cui ho sempre apprezzato l’impegno messo in quello che fa, ad esempio con il suo gruppo “Fisarmoniche Valtellinesi” – dice Mascioni -. Tengo molto che la faccenda si appiani perché credo che l’iniziativa sia valida. Il giardino, gestito bene, servirà all’intera città. La burocrazia, quando ci mette lo zampino, spesso riesce a disgustare chiunque. Ma non voglio vedere buio, vorrei aprire uno spiraglio affinché tutto si risolva e possiamo aprire presto il giardino in ordine e accogliente».
Più piccato il sindaco, invece, che dice: «I lavori sono costituiti dalla pulizia dell’area che di solito facciamo noi o il Prisma. La giunta ha approvato la delibera in cui accogliamo la proposta di Baruffaldi per la manutenzione e l’apertura pubblica dello spazio, dunque se ora il signore vuole fare il lavoro lo faccia, altrimenti il giardino rimane come prima». E con questo Del Simone intende che l’area verde – di 5 metri per 5, interna alla biblioteca – rimarrà a servizio del centro di consultazione e non sarà aperta al pubblico su via Arcari.
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