Quasi ai nastri di partenza per il depuratore
Non appena dalla Regione arriverà la ratifica della delibera provinciale riguardante la modifica del Ptua (piano di tutela e uso delle acque) approvata dalla Provincia di Sondrio nella giunta del 27 aprile scorso, partiranno i lavori del collettamento depuratore di Aprica a S. Giacomo.
«Stiamo attendendo quest’ultimo passaggio per procedere con la progettazione esecutivo e l’appalto dei lavori - spiega il sindaco, Carla Cioccarelli -. I finanziamenti (3 milioni e 800mila euro di contributo regionale) ci sono ed, essendo fermi da un po’, non vorremmo rischiare un deprezzamento. La realizzazione del collettamento richiederà due anni, nel frattempo ci stiamo muovendo in Provincia per la richiesta di fondi finalizzati all’ampliamento del’attuale depuratore di S. Giacomo. Sarà sufficiente un adeguamento, perché sono nei cinque giorni di ferragosto e due di Capodanno si raggiungono picchi che renderebbero necessario il raddoppio del depuratore. Per il resto dell’anno siamo un paese di mille abitanti equivalenti che non incide sicuramente rispetto a Tirano o Teglio. Il depuratore di Liscidini, che doveva essere sistemato, è rimasto immutato nonostante avessimo pensato di adeguarlo. L’impianto è obsoleto, certo, ma come ha retto trenta anni reggerà ancora il tempo che sarà realizzata la tubazione per S. Giacomo».
Indubbi - per la cordata Cioccarelli - i vantaggi che l’intervento arrecherà: «maggiori efficienza nella depurazione di Aprica, gestione centralizzata delle acque di cinque Comuni, minore inquinamento del fiume Adda e del torrente Aprica, quest’ultimo già pesantemente sacrificato, futuro smantellamento dell’attuale depuratore a Liscidini con la possibilità di sviluppo turistico e sportivo della zona».
Intanto il Comune pensa anche ad intervenire sulla rete di sottoservizi. «In paese abbiamo poche strade in cui l’acqua bianca è separata da quella nera – conclude il sindaco -, dunque depuriamo quello che è già pulito. Abbiamo intenzione, quindi, di richiedere finanziamenti per attuare la separazione delle acque. Individueremo un troncone su cui intervenire, anche se l’opera dovrà essere estesa in futuro a tutta la località».
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