Servizio idrico integrato: a chi la gestione?
Il metodo tariffario transitorio 2012-2013 per il servizio idrico integrato accende la discussione in consiglio comunale a Piateda, dove la minoranza ha presentato un ordine del giorno – rigettato dall’amministrazione – nel quale si chiedeva di perseguire il principio di interdizione del profitto sui sistemi idrici e igienico-sanitari, a sostenere il principio in sede di conferenza dei sindaci, chiedendo l’eliminazione dai piani tariffari delle voci di remunerazione dei capitali investiti, oltre che di informare consiglio comunale e cittadinanza sulle posizioni assunte dall’amministrazione comunale sul servizio idrico integrato.
Nei giorni scorsi si è tenuta, infatti, la conferenza dei sindaci che ha espresso parere positivo sulla proposta dell’ufficio d’ambito della provincia di Sondrio di individuare quale gestore unico transitorio la Secam Spa. All’unanimità i 48 sindaci su 78 presenti ha detto sì all’affidamento, «anche se ancora non c’è un piano d’ambito – ha sottolineato in consiglio Mauro Vairetti della minoranza -, né un piano finanziario né una ricognizione dello stato dell’arte del servizio idrico integrato della provincia di Sondrio. L’articolo 151 del decreto legislativo 152 specifica che l’individuazione del gestore e del tipo di gestione deve avvenire secondo le indicazioni del piano d’ambito. Durante una precedente conferenza dei sindaci, Severino De Stefani, ha affermato che non c’è nessun obbligo di conferire i servizi alla Secam, ma in realtà, questa facoltà non emerge chiaramente da quanto sta scritto nel documento, dove invece si parla di “gestore unico transitorio”». E ha aggiunto che le sorti del servizio idrico integrato sono «molto importanti per l’intera collettività sotto molteplici profili: dal prospettato aumento delle tariffe alla qualità del servizio, alla garanzia di un quantitativo minimo vitale di acqua anche a chi non può permettersi di pagarla».
Dal canto suo il sindaco, Aldo Parora, ha risposto che quella approvata «è solo una delibera di indirizzo. In questi tre anni, fin quando sarà formato l’Ato, si dà la possibilità ai Comuni di conferire il servizio idrico integrato a Secam. Se il Comune sceglierà in tal senso, con Secam modulerà il servizio oppure potrà decidere di continuare com’ha fatto finora. Posso essere d’accordo sulla proposta di interdizione al profitto, ma sulla modalità di quello che si andrà a fare saremo noi a deciderlo».
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